Valute estere, disponibili i cambi di giugno 2020

È stato pubblicato il Provvedimento direttoriale 10 luglio 2020 , n. 259418/2020, con il quale l’Agenzia delle Entrate ha approvato le medie dei cambi delle valute estere riferite al mese di maggio, ai fini degli articoli dei Titoli I e II del Tuir che vi fanno riferimento.

I cambi sono calcolati a titolo indicativo dalla Banca d’Italia sulla base delle quotazioni di mercato.

Non residenti, solo con il regime “Schumacker” detraibili le spese per carichi di famiglia

L’art. 24, comma 3, del Tuir indica quali sono le detrazioni che possono essere scomputate dall’imposta lorda dovuta dai soggetti non residenti. Tra queste non rientrano le detrazioni per carichi di famiglia, tra cui sono ricomprese quelle per figli a carico: lo ha confermato l’Agenzia delle Entrate con la Risposta all’istanza di interpello 9 luglio 2020, n. 207.

Quanto precede va letto congiuntamente con l’art. 24, comma 3-bis, del Tuir, introdotto – a decorrere dal periodo d’imposta 2014 – dall’art. 7 della Legge 30 ottobre 2014, n. 161 (“Legge europea 2013-bis”), e successivamente modificato dall’art. 1, comma 954, lettera c), della Legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di Stabilità 2016). La norma – attuata con il D.M. 21 settembre 2015 – è conosciuta come regime dei “non residenti Schumacker”.

Si prevede, in deroga al primo comma del richiamato art. 24, che, nei confronti dei soggetti non residenti in Italia, l’imposta dovuta sia determinata sulla base degli articoli da 1 a 23 del Tuir e di conseguenza sia possibile beneficiare delle stesse detrazioni e deduzioni Irpef previste per i contribuenti italiani, se:

  1. il reddito prodotto dal soggetto in Italia è pari almeno al 75% del reddito dallo stesso complessivamente prodotto e il medesimo soggetto non gode di agevolazioni fiscali analoghe nello Stato di residenza;
  2. il soggetto ha la residenza in uno Stato con il quale è assicurato un adeguato scambio di informazioni.

Solo in quest’ultima ipotesi – ha precisato l’Agenzia delle Entrate – il contribuente potrà fruire di deduzioni e detrazioni analoghe a quelle spettanti ai contribuenti residenti in Italia, incluse le detrazioni per carichi di famiglia previste dall’art. 12 del Tuir.

Successioni, il criterio della residenza del de cuius vale solo agli effetti civilistici

Ai sensi dell’art. 21 del Regolamento UE 4 luglio 2012, n. 650/2012, la legge applicabile all’intera successione è quella dello Stato in cui il defunto aveva la propria residenza abituale al momento della morte. Pertanto, in linea generale si applica la legge dello Stato in cui il de cuius aveva la residenza abituale al momento del decesso., fatte salve le eccezioni indicate nel successivo art. 22 del provvedimento comunitario.

In conclusione: la legge dello Stato di residenza del de cuius disciplina gli aspetti civilistici della successione, compresi quelli relativi alla devoluzione dell’eredità; per quanto riguarda invece gli aspetti fiscali, l’art. 1 del citato regolamento Ue stabilisce che lo stesso non concerne la materia fiscale, doganale e amministrativa.

L’Agenzia ha inoltre ricordato che, in materia successoria, fra l’Italia e la Francia vige una Convenzione internazionale, ratificata con la legge 14 dicembre 1994, n. 708, per evitare le doppie imposizioni sulle successioni e sulle donazioni e per prevenire l’evasione e le frodi fiscali. Ai sensi dell’articolo 5 della citata Convenzione, “I beni immobili che fanno parte della successione o di una donazione di una persona domiciliata in uno Stato e sono situati nell’altro Stato sono imponibili in questo altro Stato”. Pertanto, per quanto riguarda, l’applicazione dell’imposta di successione, limitatamente al bene sito in Italia di cui alla fattispecie all’esame, occorre far riferimento alla legislazione in materia, vigente in Italia.

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