Non viola le norme Ue la disciplina italiana relativa alla concessione del lotto automatizzato

Sono compatibili con la disciplina comunitaria le norme del nostro ordinamento giuridico relative alla concessione del gioco del lotto automatizzato: lo ha affermato la seconda sezione della Corte di Giustizia Ue con la sentenza 19 dicembre 2018, causa C-375-17.

Per gli eurogiudici, in particolare, gli articoli 49 e 56 TFUE devono essere interpretati nel senso che essi non ostano ad una normativa nazionale che preveda, per la concessione della gestione del servizio del gioco del lotto automatizzato:

  1. un modello a concessionario unico, a differenza degli altri giochi, dei concorsi pronostici e delle scommesse, ai quali si applica un modello a più concessionari, a condizione che il giudice nazionale accerti che la normativa interna persegue effettivamente in modo coerente e sistematico i legittimi obiettivi fatti valere dallo Stato membro interessato;
  2. un importo a base d’asta elevato, a condizione che tale importo sia formulato in maniera chiara, precisa e univoca e sia oggettivamente giustificato, aspetti questi la cui verifica incombe al giudice nazionale.

Per la Corte Ue, inoltre, a conclusioni analoghe si deve approdare con riferimento agli altri giochi numerici a quota fissa.

La sentenza in commento è stata chiamata a pronunciarsi dalla quinta sezione del Consiglio di Stato con l’ordinanza 12 giugno 2017, n. 2808.

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