Utilizzabile dalla data di efficacia dell’operazione il credito d’imposta derivante dalla cessione di crediti deteriorati

Ai sensi dell’art. 44-bis del D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito con modifiche dalla Legge 28 giugno 2019, n. 58, modificato da ultimo dall’art. 72, comma 1-ter, del “decreto di agosto” (D.L. 14 agosto 2020, n. 104, convertito con modifiche dalla Legge 13 ottobre 2020, n. 126), qualora una società abbia ceduto a titolo oneroso, entro il 31 dicembre 2020, crediti pecuniari vantati nei confronti di debitori inadempienti, può trasformare in crediti d’imposta le attività per imposte anticipate riferite ai componenti indicati dalla norma.

A decorrere dalla data di efficacia giuridica della cessione, tali crediti d’imposta possono essere:

  1. utilizzati, senza limiti di importo, in compensazione; oppure
  2. ceduti ai sensi degli articoli 43-bis o 43-ter del D.P.R. n. 602/1973; oppure, infine
  3. chiesti a rimborso.

Al riguardo, con la Risposta all’istanza di interpello 11 gennaio 2021, n. 35, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che:

  1. il credito d’imposta in esame può essere utilizzato in compensazione mediante modello F24 a decorrere dalla data di efficacia giuridica della cessione dei crediti deteriorati, indipendentemente dalla data di esercizio della suddetta opzione o del versamento del relativo canone;
  2. ai fini del beneficio in commento, tali crediti possono essere ceduti anche a soggetti diversi da quelli iscritti in albi o elenchi disciplinati dal Testo Unico Bancario.

Si ricorda che, con la Risoluzione 18 novembre 2020, n. 71, l’Agenzia delle Entrate aveva disposto la ridenominazione del codice tributo “6834” (istituito con la Risoluzione 24 maggio 2011, n. 57/E), da utilizzare ai fini della compensazione.

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