Adc: ingiusto escludere i professionisti dal bonus formazione 4.0

Escludere i professionisti dal credito d’imposta per le spese sulla formazione previsto nel Piano Industria 4.0 “significa non sapere quanto sia fondamentale l’aggiornamento e la formazione continua per un professionista, sempre alle prese con una normativa fluida e con piattaforme informatiche destinate al caricamento di documenti per ottemperare le continue scadenze, spesso non funzionanti al momento della scadenza”.

Lo denuncia l’Associazione dei dottori commercialisti in una nota, osservando che il decreto attuativo firmato lo scorso 8 maggio prevede un credito d’imposta del 40% sulle spese sostenute per la formazione nel 2018, fino ad un massimo di 300.000 euro, solo ed esclusivamente dei dipendenti d’azienda.

Non deve essere precluso l’accesso ad agevolazioni e incentivi ai professionisti, equiparati anche a livello europeo alle imprese ai fini della partecipazione ai bandi di finanziamento comunitari – sottolinea l’Associazione – e “non vale la giustificazione che il pacchetto 4.0 è destinato solo a coprire investimenti di alta tecnologia che, per la gran parte, sarebbero effettuati da imprese. Anche i professionisti si servono quotidianamente delle tecnologie più all’avanguardia. E, infatti, lo stesso pacchetto Industria 4.0, nella misura destinata a Super e Iper Ammortamenti, che permette di aumentare in bilancio la quota di costo ammortizzata di macchinari e software, ben comprende anche i professionisti, riconoscendoli esplicitamente come fruitori di tecnologia”.

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