Anche dal Consiglio Ue via libera alla riforma del copyright

Dopo il voto di fine marzo del Parlamento Ue, ieri anche il Consiglio dell’Unione europea ha approvato la riforma del copyright: ora la parola passa ai singoli Stati.

Tra le principali novità si segnalano le seguenti:

  1. l’introduzione di maggiori possibilità per i titolari dei diritti, in particolare musicisti, artisti, interpreti e sceneggiatori (creativi) ed editori di notizie, per negoziare accordi migliori sulla remunerazione derivata dall’utilizzo delle loro opere presenti sulle piattaforme Internet;
  2. la previsione della responsabilità diretta delle piattaforme Internet per i contenuti caricati sul loro sito;
  3. la possibilità per autori, artisti, interpreti o esecutori di chiedere alle piattaforme una remunerazione aggiuntiva per lo sfruttamento dei loro diritti qualora la remunerazione originariamente concordata sia sproporzionatamente bassa rispetto ai benefici che ne derivano per i distributori;
  4. l’introduzione di una maggiore protezione in merito al caricamento di opere protette per citazioni, critiche, recensioni, caricature, parodie o pastiche;
  5. la previsione che il caricamento di opere su enciclopedie online in modo non commerciale come Wikipedia, o su piattaforme software open source come GitHub, sarà automaticamente escluso dal campo di applicazione della direttiva;
  6. la semplificazione degli obblighi in capo alle piattaforme di nuova costituzione (start-up);
  7. l’introduzione del principio di remunerazione degli editori e dei giornalisti per la distribuzione in internet degli articoli di giornale.

La riforma entrerà in vigore decorsi due anni dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea.

In occasione dell’approvazione del testo da parte del Parlamento Ue, il presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti, aveva espresso “piena soddisfazione per l’esito del voto di Strasburgo sulla Direttiva copyright”, ringraziando gli europarlamentari “per il senso di responsabilità dimostrato”.

Per Riffeser Monti, inoltre, “È un passaggio importante, che consente a questa legge di concludere il suo iter di approvazione verso una più efficace difesa del diritto d’autore nello spazio digitale contemporaneo”.

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