Anche la fattura “accompagnatoria” dev’essere elettronica

Dallo scorso 1° gennaio, anche la fattura “accompagnatoria” – di cui all’art. 2 del D.M. 29 novembre 1978 – può essere emessa esclusivamente in formato elettronico.

In caso di fatturazione “differita” – di cui all’art. 21, comma 4, del D.P.R. n. 633/1972 – i beni possono essere accompagnati dal documento di trasporto o da altro documento idoneo a identificare i soggetti tra i quali è effettuata l’operazione, semprechè abbia le caratteristiche individuate dal D.P.R. 14 agosto 1996, n. 472.

Tale precisazione è stata fornita dall’Agenzia delle Entrate nel corso di Telefisco 2019.

Si ricorda inoltre che per quanto riguarda la fattura “differita” – che può essere emessa entro il giorno 15 del mese successivo a quello in cui l’operazione è stata effettuata – a fronte della stessa, dal momento che la merce ceduta deve necessariamente viaggiare scortata da un documento accompagnatorio, non si deve rilasciare né lo scontrino, né la ricevuta fiscale.

In ogni caso, se una fattura elettronica viene emessa dopo che è stato rilasciato lo scontrino o la ricevuta fiscale o altro specifico “documento commerciale” nell’ipotesi di trasmissione telematica dei corrispettivi, si ritiene che sia sempre necessario che la fattura elettronica evidenzi con un espresso richiamo il documento che precedentemente è stato emesso, in modo da dimostrare che quanto viene estromesso dall’entità dei corrispettivi, ha formato oggetto di fatturazione elettronica.

Infine, nel caso del commerciante al dettaglio che deve emettere una fattura accompagnatoria con consegna con mezzi propri al cliente, si ritiene possibile stampare una copia della fattura che accompagna la merce e trasmettere la stessa al Sistema di Interscambio (SDI) entro le ore 24, tenendo presente che, dal 1° luglio 2019, sarà comunque possibile inviarla entro i 10 giorni successivi all’effettuazione dell’operazione.

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