Antiriciclaggio: autovalutazione in scadenza e formulario
Si avvicina la scadenza del 27 maggio 2026 per l’aggiornamento dell’autovalutazione del rischio in materia antiriciclaggio. L’adempimento assume una valenza sostanziale quale snodo tra evoluzione normativa e assetto organizzativo degli studi professionali: non si tratta di un adempimento meramente formale, ma dell’esito di un percorso che integra l’Analisi nazionale dei rischi pubblicata dal Comitato di Sicurezza Finanziaria il 27 maggio 2025, la nuova Regola Tecnica n. 1 del CNDCEC (16 gennaio 2025) e la modulistica operativa resa disponibile nel marzo 2026.
Il Consiglio Nazionale, con le Informative n. 85/2025 e n. 57/2026, ha espressamente richiamato gli iscritti alla necessità di provvedere all’aggiornamento dell’autovalutazione entro tale termine, sottolineando il collegamento diretto tra pubblicazione dell’Analisi nazionale dei rischi e decorrenza del periodo annuale utile per l’adempimento.
L’autovalutazione del rischio, ai sensi degli artt. 15, 16 e 16-ter del D.Lgs. n. 231/2007, non riguarda il singolo cliente o il singolo incarico, ma il rischio di esposizione dello studio professionale a non intercettare fenomeni di riciclaggio, di finanziamento del terrorismo o di finanziamento della proliferazione delle armi di distruzione di massa nell’esercizio dell’attività.
Si tratta, quindi, di un giudizio di sistema sul proprio assetto organizzativo e operativo, che precede logicamente e metodologicamente la valutazione del rischio riferita alla clientela. Le indicazioni operative pubblicate dal CNDCEC nel marzo 2026 chiariscono espressamente che l’obiettivo dell’adempimento è duplice: da un lato, definire il livello di esposizione del proprio studio; dall’altro, individuare e attuare eventuali procedure di gestione o mitigazione del rischio rilevato. La stessa informativa del 2025 qualifica l’Analisi nazionale dei rischi come strumento fondamentale per comprendere i fenomeni criminosi rilevabili nell’attività professionale e per predisporre misure adeguate ed efficaci di contenimento.
La nuova impostazione supera la precedente cadenza triennale, imponendo un aggiornamento almeno annuale o al mutare dei fattori di rischio. La mancata adozione o esibizione del documento non è autonomamente sanzionata, ma incide sulla determinazione delle sanzioni in caso di violazioni antiriciclaggio, assumendo quindi rilievo nella valutazione complessiva della compliance.
Resta ferma la natura non delegabile dell’adempimento, pur con possibilità di gestione centralizzata negli studi associati. La modulistica proposta dal CNDCEC, sebbene non obbligatoria, costituisce uno strumento operativo utile anche sotto il profilo probatorio.
Per supportare i professionisti, è disponibile il formulario operativo per l’autovalutazione del rischio antiriciclaggio con i fac-simile, che si sono susseguiti negli anni, da consultare e personalizzare, adeguandoli ad ogni caso specifico.



