Art Bonus anche per gli istituti di cultura con personalità giuridica di diritto privato con natura pubblicistica

Gli istituti di cultura aventi personalità giuridica di diritto privato, ad esempio perché costituiti in forma di fondazione, in presenza di determinate caratteristiche, hanno natura sostanzialmente pubblicistica e possono perciò ricevere erogazioni liberali, per il sostegno delle loro attività, che beneficiano dell’Art Bonus, ferma restando la condizione dell’appartenenza pubblica delle collezioni: lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con le Risposte alle istanze di interpello 16 luglio 2019, n. 250 e 17 luglio 2019, nn. 258 e 262.

Riguardo al requisito della “appartenenza pubblica”, necessario per la fruizione dell’agevolazione fiscale, la Risoluzione n. 136/E del 7 novembre 2017, ha chiarito che lo stesso si considera soddisfatto, oltre che dall’appartenenza allo Stato, alle Regioni e agli altri enti territoriali, anche al ricorrere di altre caratteristiche del soggetto destinatario delle erogazioni. Ad esempio quando l’istituto:

  • è costituito per iniziativa di soggetti pubblici e mantiene una maggioranza pubblica dei soci e partecipanti;
  • è finanziato esclusivamente con risorse pubbliche;
  • gestisce un patrimonio culturale di appartenenza pubblica, conferito in uso al soggetto medesimo;
  • è sottoposto, nello svolgimento delle proprie attività, ad alcune regole proprie della pubblica amministrazione, quali gli obblighi di trasparenza o il rispetto della normativa in materia di appalti pubblici;
  • è sottoposto al controllo analogo di una pubblica amministrazione.

Al riguardo si ricorda quanto segue:

  1. l’agevolazione in esame è stata introdotta dall’art. 1 del D.L. 31 maggio 2014, n. 83, convertito con modifiche dalla Legge 29 luglio 2014, n. 106, successivamente modificato dall’art. 1, comma 318, della Legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Legge di Stabilità 2016);
  2. si tratta di un credito d’imposta del 65 per cento a favore delle persone fisiche e giuridiche che effettuano erogazioni liberali in denaro per interventi a favore della cultura e dello spettacolo;
  3. il credito d’imposta può essere riconosciuto per le erogazioni liberali effettuate in denaro per i seguenti scopi:
    1. interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici;
    2. sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica (come definiti dall’art. 101 del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42), delle fondazioni lirico sinfoniche e dei teatri di tradizione, delle istituzioni concertistico-orchestrali, dei teatri nazionali, dei teatri di rilevante interesse culturale, dei festival, delle imprese e dei centri di produzione teatrale e di danza, nonché dei circuiti di distribuzione;
    3. realizzazione di nuove strutture, restauro e potenziamento di quelle esistenti di enti o istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo;
    4. realizzazione di interventi di restauro, protezione e manutenzione di beni culturali pubblici qualora vi siano soggetti concessionari o affidatari del bene stesso (Circolare Agenzia delle Entrate 31 luglio 2014, n. 24/E);
  4. l’agevolazione spetta anche qualora le erogazioni liberali in denaro effettuate per gli interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici siano destinate ai soggetti concessionari o affidatari dei beni oggetto di tali interventi;
  5. la natura giuridica formalmente di diritto privato dell’ente consente comunque di accedere al beneficio fiscale in esame (Risoluzione Agenzia delle Entrate 7 novembre 2017, n. 136/E);
  6. per effetto della Legge 22 novembre 2017, n. 175, l’agevolazione in esame è stata estesa alle donazioni dirette al sostegno dei soggetti che operano nel settore dello spettacolo quali, istituzioni concertistico-orchestrali, teatri nazionali, teatri di rilevante interesse culturale, festival, imprese e centri di produzione teatrale e di danza, nonché circuiti di distribuzione.
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