BCE, si va verso un nuovo rialzo dei tassi giovedì
Secondo le ultime previsioni, la riunione della Banca centrale europea in programma giovedì sembrerebbe avviata verso la decisione di un aumento del tasso sui depositi di 25 punti base. Dopo lo stop di luglio, quindi, i tassi dovrebbero ora salire dal 2,25% al 2,50%.
A riaccendere le ipotesi di una politica monetaria più rigida è soprattutto l’accelerazione dell’inflazione nell’area euro, passata dal 2,9% di luglio al 3,3% di agosto. L’incremento è riconducibile in larga misura alla componente energetica, tornata sotto pressione anche per effetto delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Il Brent ha raggiunto circa 97,5 dollari al barile, dopo un aumento settimanale vicino al 10%.
Nel frattempo, i rendimenti dei titoli di Stato hanno mostrato segnali di stabilizzazione dopo tre settimane di rialzi. Il Bund decennale si colloca al 3,35%, mentre il Treasury statunitense della stessa scadenza resta al 4,78%, livelli che gli investitori considerano potenzialmente critici per la tenuta dei mercati azionari.
Se il clima di incertezza a livello geopolitico dovesse prolungarsi e l’inflazione dovesse mantenersi su livelli elevati, inoltre, gli analisti non escludono un ulteriore stretta in termini di politica monetaria entro la fine dell’anno.
Particolare rilievo avranno sicuramente le nuove proiezioni su crescita e inflazione e l’eventuale aggiornamento degli scenari alternativi predisposti dall’Eurotower. L’ipotesi più severa contempla petrolio tra 100 e 120 dollari e inflazione al 4,5% a fine 2026, ma non una recessione europea. Anche in tale eventualità, il tasso sui depositi non supererebbe il 2,75%-3%, secondo le aspettative degli analisti.



