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Bilanci di liquidazione: il nuovo OIC 5

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L’aggiornamento dell’OIC 5 sui bilanci di liquidazione segna un cambio di paradigma: il bilancio di liquidazione viene ripensato non più solo come documento “prognostico” sull’esito della liquidazione, ma come vero e proprio strumento di rendicontazione dell’andamento del processo liquidatorio.

La revisione introduce criteri valutativi più improntati alla prudenza e alla applicabilità operativa, con l’obiettivo di rendere il bilancio di liquidazione uno strumento informativo più chiaro, coerente e utilizzabile nella prassi.

Contesto normativo e finalità del nuovo OIC 5 – Il nuovo OIC 5 viene elaborato in un contesto caratterizzato da importanti evoluzioni normative in tema di bilancio e dalla necessità di coordinare la disciplina dei bilanci di liquidazione con gli altri principi contabili nazionali. L’intervento nasce anche dall’esperienza maturata negli anni in sede applicativa, che ha evidenziato criticità nell’attuale versione del principio, specie in relazione alla funzione informativa del bilancio di liquidazione e alla gestione della discontinuità del going concern.

Dal bilancio “prognostico” alla rendicontazione continua della liquidazione – Nella versione previgente, il bilancio di liquidazione era concepito principalmente come documento volto a fornire informazioni prognostiche sull’esito della procedura, in particolare sulla capacità dell’attivo di coprire passività e oneri di liquidazione. La nuova impostazione valorizza invece il bilancio di liquidazione come strumento di rendicontazione continua del processo: al centro non c’è solo l’esito finale, ma la rappresentazione trasparente e periodica di come la liquidazione procede, in coerenza con la funzione informativa verso soci e creditori.

Ambito di applicazione e tipologie di bilanci in liquidazione – Il principio si applica ai bilanci di liquidazione volontaria delle società, in attuazione dell’art. 2490 del Codice civile. Nel quadro complessivo della liquidazione vengono in rilievo, in un’ottica sistematica, il bilancio iniziale di liquidazione, eventuali bilanci intermedi e il bilancio finale (con i relativi prospetti e documenti accompagnatori), ciascuno con una propria specifica funzione informativa lungo il ciclo della liquidazione.

Nuovi criteri valutativi per l’attivo – Uno degli elementi centrali della revisione riguarda i criteri di valutazione dell’attivo in liquidazione. Il nuovo principio orienta la misurazione al minore tra il costo e il valore di presumibile realizzo, desunto anche dall’andamento del mercato, con una chiara scelta di prudenza coerente con la prospettiva liquidatoria. Questo criterio mira a ridurre eccessi di discrezionalità nelle stime, accentuando la coerenza tra rappresentazione contabile e scenario effettivo di realizzo delle attività.

Valutazione del passivo e disciplina degli oneri di liquidazione – Sul versante del passivo, la logica è quella del valore di presumibile estinzione, così da rappresentare in modo realistico l’esborso atteso per l’adempimento delle obbligazioni durante la liquidazione. Particolare attenzione è posta agli oneri di liquidazione: il principio tende a circoscrivere la costituzione di fondi ai soli casi in cui esista una obbligazione non evitabile, evitando accantonamenti generici o non coerenti con il perimetro delle passività effettive e con l’andamento concreto della procedura.

Cambio di paradigma e ricadute operative per professionisti e imprese – La nuova versione dell’OIC 5 è stata concepita con una logica più prudenziale ma al tempo stesso più operativa, recependo i punti di maggiore criticità emersi nella prassi. Per professionisti e imprese questo si traduce in un approccio più strutturato alla redazione dei bilanci di liquidazione, che diventano strumenti centrali di comunicazione economico-finanziaria lungo tutto il processo, con impatti sulla pianificazione delle dismissioni, sulla gestione dei rapporti con i creditori e sulla trasparenza verso i soci.

Consultazione pubblica e prossimi passi – La bozza del nuovo principio è stata sottoposta a consultazione pubblica, con l’obiettivo di raccogliere osservazioni e proposte da parte di professionisti, imprese e associazioni di categoria. L’esito della consultazione sarà determinante per la versione definitiva del principio, che dovrà coordinarsi con l’impianto complessivo dei principi contabili nazionali e con le esigenze operative degli operatori chiamati a gestire, in concreto, i bilanci di liquidazione.

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