Bonus edilizi: chiarimenti sulle novità introdotte dal decreto “anti-frodi”

L’Agenzia delle Entrate fornisce, con la Circolare n. 16/E pubblicata ieri, le prime indicazioni sui nuovi obblighi relativi al visto di conformità e all’asseverazione introdotti dal recente decreto “anti-frodi” (D.L. 11 novembre 2021, n. 157), sia per il Superbonus sia per gli altri bonus edilizi.

Tra i principali chiarimenti viene spiegato che il decreto ha esteso l’obbligo del visto di conformità per il Superbonus anche nel caso in cui sia utilizzato come detrazione in dichiarazione e non più solo in caso di opzione per la cessione del credito o dello sconto in fattura, come previsto dalla disciplina precedente. Fa eccezione il caso in cui la dichiarazione sia presentata direttamente dal contribuente all’Agenzia delle Entrate, oppure tramite il sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale o quando sussiste il visto di conformità sull’intera dichiarazione.

L’obbligo di apposizione del visto di conformità, introdotto ai fini della fruizione del Superbonus direttamente nella dichiarazione dei redditi, si applica:

  1. alle persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni, e agli enti non commerciali, cui si applica il criterio di cassa, con riferimento alle fatture emesse e ai relativi pagamenti intervenuti a decorrere dal 12 novembre 2021 (data di entrata in vigore del decreto “anti-frodi”);
  2. alle imprese individuali, alle società e agli enti commerciali, cui si applica il criterio di competenza, con riferimento alle fatture emesse a decorrere dal 12 novembre 2021, a prescindere dal periodo di imputazione della spesa.

Ne deriva che non occorre il visto di conformità:

  • per le spese relative al 2020 indicate nei modelli 730/2021 o Redditi 2021, anche se presentati dopo l’11 novembre 2021;
  • in caso di successiva presentazione di una dichiarazione dei redditi integrativa relativa al periodo d’imposta 2020.
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