Corrispettivi, ai fini della verifica del limite di 400mila euro rileva l’art. 20 del D.P.R. n. 633/1972

Con la Risoluzione 8 maggio 2019, n. 47 , l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alle modalità di determinazione del volume d’affari superiore a 400mila euro, di cui all’art. 2, comma 1, del D.Lgs. 5 agosto 2015, n. 127.

Premesso che al superamento di tale limite l’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi decorrerà dal 1° luglio 2019, la questione sottoposta all’esame delle Entrate attiene ai casi in cui il contribuente eserciti più attività, di cui solo alcune riconducibili a quelle di cui all’art. 22 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, nonché all’ipotesi in cui l’attività sia iniziata nel 2019.

Al riguardo, l’Agenzia ha precisato che per “volume di affari” si intende quello di cui all’art. 20 del decreto Iva, ai sensi del quale “Per volume d’affari del contribuente s’intende l’ammontare complessivo delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi dallo stesso effettuate, registrate o soggette a registrazione con riferimento a un anno solare a norma degli artt. 23 e 24 , tenendo conto delle variazioni di cui all’art. 26”.

Pertanto, tale volume è quello complessivo del soggetto passivo d’imposta e non quello relativo a una o più tra le varie attività svolte dallo stesso. Inoltre – si legge nella risoluzione in commento – ai fini della individuazione dei soggetti tenuti alla memorizzazione elettronica e alla trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri di cui all’art. 2, comma 1, del D.Lgs. n. 127/2015, si deve fare riferimento al volume d’affari relativo al 2018, e le attività iniziate nel corso del 2019 sono automaticamente escluse dall’obbligo per il 2019.

In assenza di tale obbligo, è comunque possibile effettuare volontariamente gli adempimenti in esame (memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri).

logo