CPB 2026/2027: in G.U. la nuova metodologia di proposta del concordato
Approda in G.U. n. 115 del 20 maggio 2026 – S.O. n. 20, il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 11 maggio 2026, già diffuso la scorsa settimana, con il quale è stata approvata la metodologia ufficiale con cui l’Agenzia delle Entrate formula ai contribuenti una proposta di concordato.
Nella premessa metodologica dell’Allegato 1 al decreto in oggetto il Concordato preventivo biennale viene definito “un istituto di compliance” finalizzato “a razionalizzare gli obblighi dichiarativi e a favorire l’adempimento spontaneo”.
Il decreto chiarisce che la proposta sarà costruita sulla base di diversi elementi: “andamenti economici e dei mercati, redditività individuali e settoriali desumibili dagli ISA e delle risultanze della loro applicazione”.
Innanzitutto viene rafforzata la valutazione dell’affidabilità fiscale del contribuente attraverso l’analisi degli indicatori ISA. Tra gli elementi presi in considerazione figurano i ricavi per addetto, la durata delle scorte, i costi residuali di gestione e l’incidenza degli ammortamenti.
La metodologia, inoltre, considera la storia reddituale del contribuente, nonché il confronto con i parametri settoriali.
Il decreto disciplina anche le ipotesi di cessazione degli effetti del concordato. L’articolo 4 stabilisce che il CPB cessa di produrre effetti a partire dal periodo di imposta in cui si realizzano minori redditi effettivi o minori valori della produzione netta effettivi, eccedenti la misura percentuale prevista dal richiamato art. 19, comma 2, del decreto legislativo 12 febbraio 2024 n.28 (e successive modificazioni), rispetto a quelli oggetto del concordato stesso, in presenza delle seguenti circostanze eccezionali:
- eventi calamitosi per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza;
- altri eventi di natura straordinaria che hanno comportato danni ai locali destinati all’attività, tali da renderli totalmente o parzialmente inagibili e non più idonei all’uso, danni rilevanti alle scorte di magazzino tali da causare la sospensione del ciclo produttivo, l’impossibilità di accedere ai locali di esercizio dell’attività, la sospensione dell’attività;
- liquidazione ordinaria, liquidazione coatta amministrativa o giudiziale;
- cessione in affitto dell’unica azienda;
- sospensione dell’attività d’impresa o professionale, dandone comunicazione rispettivamente alla CCIAA e all’ordine professionale/cassa previdenza;
- impatti economici negativi correlati ai conflitti armati e alla situazione geopolitica nell’area mediorientale comprovati dall’incremento nell’anno dell’indice dei prezzi superiore al 5%.
Sono inoltre previste riduzioni automatiche della proposta di concordato in caso di sospensione dell’attività economica dovuta a eventi straordinari. L’articolo 5 prevede tagli del 10%, 20% o 30% in relazione alla durata della sospensione.
La nuova metodologia conferma dunque l’impostazione già adottata nelle annualità precedenti, ma rafforza il peso degli algoritmi ISA e dell’analisi predittiva nella costruzione delle proposte fiscali.



