Crisi d’impresa: nuovo studio sull’emersione anticipata nei diversi ordinamenti
Con l’Informativa n. 81 del 20 maggio 2026 il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti presenta lo studio “L’emersione anticipata della crisi: ordinamenti a confronto”, a cura della Commissione di studio “Insolvenza Internazionale” nell’area Gestione della crisi d’impresa e procedure concorsuali, sotto la delega dei consiglieri nazionali Cristina Marrone e Pierpaolo Sanna.
Il documento, disponibile sul sito internet dei professionisti, tiene conto, ovviamente, della Direttiva UE 2019/1023, che ha sollecitato gli Stati membri – con esclusione del Regno Unito in ragione della sua diversa collocazione ordinamentale – a introdurre o rafforzare strumenti idonei a favorire l’intervento tempestivo sulle situazioni di difficoltà dell’impresa, prima che esse degenerino in insolvenza irreversibile o in procedure liquidatorie. La Direttiva ha così posto attenzione su tre profili: l’intercettazione tempestiva delle difficoltà, la salvaguardia della continuità aziendale.
L’analisi confronta gli strumenti di emersione anticipata della crisi previsti in selezionati ordinamenti europei (Spagna, Francia, Germania, Paesi Bassi) e nel Regno Unito con il modello italiano disegnato dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, con l’obiettivo di offrire riferimenti utili per la prassi professionale e per possibili affinamenti normativi.
La scelta degli ordinamenti esaminati risponde a due criteri:
- rilevanza dei modelli nel panorama europeo della ristrutturazione preventiva,
- intensità dei rapporti economici e societari con il sistema produttivo italiano,
al fine di fornire comparazioni rilevanti per i professionisti che assistono imprese con relazioni transfrontaliere.
L’analisi segue una griglia comune: presupposti di accesso, modalità di avvio, ruolo dell’autorità giudiziaria o amministrativa, presenza di figure terze di supporto o mediazione, misure protettive e cautelari, autonomia gestionale dell’imprenditore ed esiti delle trattative. Particolare attenzione è riservata, inoltre, alla verifica dell’esistenza, nei diversi ordinamenti, di strumenti assimilabili al concordato semplificato o comunque idonei a costituire uno sbocco successivo al mancato raggiungimento di un accordo negoziale. Lo studio mette in luce strumenti procedurali, meccanismi di early-warning e soluzioni negoziali che possono facilitare l’emersione tempestiva delle difficoltà aziendali, evidenziando punti di forza e criticità rispetto all’assetto italiano e suggerendo linee interpretative per l’applicazione delle misure previste dal Codice.



