Curatori, liquidatori e attestatori: fino al 15 agosto 2020 si applica l’art. 28 della legge fallimentare

Relativamente alle modalità e ai requisiti di nomina a curatore, commissario giudiziale, liquidatore e attestatore, fino al 15 agosto 2020 e per le procedure ancora pendenti a quella data continuerà ad applicarsi l’art. 28 della legge fallimentare: lo ha confermato la Fondazione Nazionale dei Commercialisti nel volume “Verso il nuovo codice della crisi”, contenente una raccolta di lavori, già pubblicati, in materia di “crisi”.

Tale conclusione non muta neppure alla luce del fatto che l’art. 356 del Codice delle crisi d’impresa e dell’insolvenza è entrato in vigore il 16 marzo 2019: il regime di entrata in vigore “anticipato” non si applica infatti alle norme che disciplinano le modalità di nomina.

Si aggiunga inoltre che che la norma istitutiva dell’albo previsto dal richiamato art. 356 del Codice delle crisi d’impresa troverà concreta applicazione soltanto successivamente all’emanazione di un apposito regolamento, da adottarsi con decreto del Ministero della Giustizia e del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Attraverso tale provvedimento, in particolare, saranno stabilite:

  1. le modalità di iscrizione, sospensione e cancellazione dall’albo, nonché le modalità di esercizio da parte del Ministero della Giustizia del potere di vigilanza sugli iscritti;
  2. la misura del contributo dovuto dagli iscritti.

Relativamente ai requisiti di iscrizione al richiamato albo di cui all’art. 356 del Codice, si precisa che la norma consente l’iscrizione di coloro che siano in possesso dei requisiti di cui al successivo art. 358, comma 1 , lettere a), b) e c), e possano dimostrare di essere stati nominati alla data del 16 marzo 2019 curatori, commissari giudiziali o liquidatori in almeno quattro procedure negli ultimi quattro anni.

Nel volume in esame vengono trattati inoltre ulteriori argomenti, quali l’ambito applicativo della “nuova” transazione fiscale, il trattamento dei crediti tributari nel concordato e negli accordi di ristrutturazione dei debiti nonché i principi di redazione dei piani di risanamento.

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