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Decreto Omnibus: novità calendario fiscale e concordato preventivo biennale

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Nel percorso attuativo della riforma fiscale, un nuovo calendario degli adempimenti potrà confluire nel Decreto legislativo “Omnibus”, destinato a raccogliere gli interventi di completamento del cantiere di riforma.

L’indicazione arriva dal Viceministro Maurizio Leo, intervenuto a Milano al convegno promosso dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano e da Codis, alla presenza del Direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone e del Presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili Elbano de Nuccio.

Il tema, sollevato dal Presidente dell’Ordine milanese Edoardo Ginevra, riguarda una revisione strutturale del calendario fiscale, con minori adempimenti e una distribuzione più razionale nel corso dell’anno, anche alla luce dell’impatto delle tecnologie sui flussi informativi tra contribuenti e Amministrazione.

Su questo punto Leo ha dichiarato: “lavorare in stretta sintonia anche con il mondo dei commercialisti. Se ci presentano delle proposte su cui possiamo intervenire che facciano conto con le coperture, noi dovremo fare un decreto legislativo che completa, obiettivo, faremo gli altri due provvedimenti un omnibus generale con tutte le cose da puntualizzare ben vengano contributi ma non dobbiamo “sgarrare” sui conti pubblici, vediamo tutto quello che riusciamo a mettere in piedi”.

Il secondo asse di intervento riguarda il concordato preventivo biennale.

È stato firmato e pubblicato in data 12 maggio il D.M. 11 maggio 2026 con la nota metodologica per il calcolo della proposta reddituale e, secondo quanto anticipato, proprio questo provvedimento introduce una semplificazione rilevante per i soggetti che aderiscono al patto fiscale biennale.

In presenza di eventi straordinari, quali guerra o crisi energetica, l’uscita dal concordato non integrerà causa di decadenza.

Leo ha precisato: “stiamo lavorando, laddove c’è la straordinarietà per guerra e cause energetiche, si può uscire non si tratta di una causa di decadenza”. E ancora: “ha un senso dire se nel secondo anno, ora la scelta avverrà a settembre, il quadro si è definito, se permarrà la situazione di crisi energetica o guerra si può uscire”; “entrate con serenità perché in relazione alle cause straordinarie si può scegliere”.

Sul piano tecnico, la valutazione fa riferimento a: impatti economici negativi correlati ai conflitti armati e alla situazione geopolitica nell’area mediorientale comprovati dall’incremento nell’anno dell’indice dei prezzi superiore al 5 per cento.

Nel suo intervento, il Viceministro ha inoltre richiamato i risultati sul recupero dell’evasione e, guardando ai prossimi passaggi della riforma, ha segnalato la disponibilità a valutare interventi sulla fascia IRPEF 50.000-60.000 euro, compatibilmente con le risorse disponibili.

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