Entro il 31 maggio le dichiarazioni per accedere alla definizione agevolata di irregolarità formali, pvc e liti pendenti

Scadrà venerdì prossimo, 31 maggio, il termine per la presentazione delle domande di accesso alla definizione agevolata delle irregolarità formali, dei processi verbali di constatazione e delle liti fiscali pendenti: lo ha ricordato l’Agenzia delle Entrate sul proprio sito.

Per quanto attiene alla sanatoria delle irregolarità formali (di cui all’art. 9 del D.L. 23 ottobre 2018, n. 119, convertito con modifiche dalla Legge 17 dicembre 2018, n. 136), con la Circolare 15 maggio 2019, n. 11/El’Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni importanti chiarimenti.

In tale documento di prassi è stato ad esempio confermata l’esclusione dalla definizione agevolata degli atti di contestazione o irrogazione delle sanzioni emessi nell’ambito della voluntary disclosure (di cui all’art. 5-quater del D.L. 28 giugno 1990, n. 167, convertito con modifiche dalla Legge 4 agosto 1990, n. 227), compresi gli atti emessi a seguito del mancato perfezionamento della medesima procedura.

Detta esclusione riguarda sia la procedura di “collaborazione volontaria” per il rientro dei capitali detenuti all’estero, introdotta dalla Legge 15 dicembre 2014, n. 186, sia la riapertura dei termini prevista dall’art. 7 del D.L. 22 ottobre 2016, n. 193, convertito con modifiche dalla Legge 1° dicembre 2016, n. 225.

L’accesso alla definizione agevolata delle irregolarità formali è inoltre precluso per l’emersione di attività finanziarie e patrimoniali costituite o detenute all’estero.

Al riguardo, la richiamata Circolare n. 11/E/2019 conferma che l’esclusione rileva:

  1. sia con riferimento alle violazioni degli obblighi di monitoraggio fiscale (di cui all’art. 4, comma 1, del D.L. n. 167/1990);
  2. sia con riferimento alle violazioni relative all’Ivafe (art. 19, commi da 18 a 22, D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modifiche dalla Legge 22 dicembre 2011, n. 214) e all’Ivie (art. 19, commi da 13 a 17, del D.L. n. 201/2011).

In materia si rinvia infine al Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate 15 marzo 2019, n. 62274.

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