Falsi rimborsi IRPEF, nuova truffa via Sms a nome dell’Agenzia delle Entrate
Con un avviso pubblicato in data 31 agosto, l’Agenzia delle Entrate ha segnalato nuovi tentativi di smishing.
Le nuove comunicazioni oggetto di segnalazione sfruttano il nome e l’immagine dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione con l’obiettivo di acquisire dati personali e finanziari dei contribuenti.
La nuova campagna fraudolenta utilizza Sms apparentemente riconducibili all’Amministrazione finanziaria e fa leva sulla prospettiva di ottenere un rimborso IRPEF relativo al 2025.
Il meccanismo della truffa si sviluppa attraverso più passaggi.
Il contribuente riceve un messaggio contenente un link che rinvia a un sito contraffatto, realizzato riproducendo loghi ed elementi grafici riconducibili ai portali istituzionali.
Una volta raggiunta la pagina, viene simulata una procedura di verifica del presunto rimborso fiscale.
Dopo l’inserimento del codice fiscale, il sistema mostra un credito pari a 328,45 euro e invita l’utente a fornire le informazioni necessarie per ricevere l’accredito.
È a questo punto che la procedura fraudolenta punta all’acquisizione dei dati maggiormente sensibili: vengono infatti richiesti il nome dell’intestatario della carta di pagamento, il numero della carta, la relativa data di scadenza e il codice di sicurezza Cvv.
L’Agenzia delle Entrate ha precisato di essere completamente estranea sia alle comunicazioni sia ai siti utilizzati per la truffa.
L’indicazione per i contribuenti è pertanto quella di non inserire dati personali, bancari o relativi a strumenti di pagamento all’interno di pagine raggiunte mediante link contenuti in messaggi inattesi, non richiesti o comunque sospetti.
La prudenza deve riguardare anche le modalità con cui si tenta di verificare l’attendibilità della comunicazione.
Nelle proprie indicazioni contro phishing e smishing, l’Agenzia raccomanda infatti di non cliccare sui collegamenti presenti nei messaggi, di non fornire credenziali di accesso o coordinate bancarie e di non ricontattare il mittente della comunicazione sospetta.
In caso di dubbi è possibile effettuare una verifica preventiva attraverso la sezione “Focus sul phishing” disponibile sul portale dell’Agenzia delle Entrate, nella quale sono raccolte le segnalazioni relative alle campagne fraudolente conosciute. In alternativa, il contribuente può utilizzare i contatti ufficiali pubblicati sul portale istituzionale oppure rivolgersi direttamente all’ufficio territorialmente competente.




