GdF: attenzionate le rateazioni a carattere elusivo
Controlli più serrati sui piani di rateazione fiscale usati in modo strumentale per evitare sequestri e altre misure cautelari: la Guardia di Finanza ha rafforzato le indicazioni operative interne per uniformare l’azione dei reparti dopo l’entrata in vigore della riforma delle sanzioni tributarie.
L’obiettivo è individuare i casi in cui le richieste di pagamento dilazionato non rappresentano un reale percorso di rientro dal debito, ma una strategia per guadagnare tempo e sottrarre beni alle possibili aggressioni patrimoniali disposte dall’autorità giudiziaria.
L’intervento, come accennato, è collegato alla riforma delle sanzioni tributarie, D.Lgs. n. 87/2024, che è intervenuta anche in materia di reati tributari dando enfasi al comportamento del contribuente che intende sanare la propria posizione anche ricorrendo a pagamenti rateizzati sia per intercettare la consumazione del reato sia per attivare le cause di non punibilità.
Il riferimento è alle nuove formulazioni degli artt. 10-bis e 10-ter del D.Lgs. n. 74/2000, nonché all’art. 13 relativo a “Cause di non punibilità. pagamento del debito tributario” con nuove ipotesi di non punibilità rispetto a quelle già in essere.
Ritornando al documento della GdF, gli orientamenti, finora inediti, emergono da un’analisi pubblicata sulla Rivista della Guardia di finanza e firmata dal generale Luigi Vinciguerra.
Il contributo esamina le nuove cause di non punibilità collegate al pagamento del debito tributario e chiarisce come debbano essere valutate le posizioni dei contribuenti indagati che dichiarano di aver avviato una rateizzazione.
Particolare attenzione viene richiesta quando i reparti propongono sequestri per reati fiscali: in questi casi devono essere segnalate tutte le informazioni su eventuali piani di pagamento, verificandone sostenibilità economica, coerenza con redditi e patrimonio e reale capacità di estinguere il debito.
Tra gli indici di rischio rientra la possibilità che il soggetto disperda i propri beni prima della definizione del procedimento.
Le istruzioni invitano inoltre a individuare elementi che facciano ritenere il piano avviato con la consapevolezza di non poterlo rispettare, oppure condotte dirette a rendere più difficile l’esecuzione forzata.
La nuova disciplina traccia infatti una linea netta: chi paga regolarmente può ottenere una valutazione più rigorosa prima di eventuali misure cautelari, mentre chi usa la rateazione in modo fittizio resta esposto a interventi immediati al ricorrere dei presupposti di legge.



