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I lavoratori parteciperanno agli utili di impresa, è legge

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Con 85 voti favorevoli, 21 contrari e 28 astenuti, il Senato ha approvato in via definitiva, nella seduta del 14 maggio 2025, il disegno di legge n. 1407 sulla partecipazione dei lavoratori agli utili e alla gestione delle imprese. Il provvedimento, già passato alla Camera il 26 febbraio, diventa così legge dello Stato, attuando l’articolo 46 della Costituzione che riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare alla gestione delle aziende.

Cosa prevede la nuova legge

  • Partecipazione agli utili: I lavoratori dipendenti potranno ricevere almeno il 10% degli utili complessivi dell’impresa, distribuiti attraverso contratti collettivi aziendali o territoriali. Per il 2025, questa quota godrà di una tassazione agevolata con un’imposta sostitutiva del 5%, fino a un massimo di 5.000 euro lordi per lavoratore.

  • Coinvolgimento nella governance: I rappresentanti dei lavoratori potranno essere presenti nei consigli di sorveglianza e, in alcuni casi, anche nei consigli di amministrazione, secondo quanto previsto dai contratti collettivi.

  • Piani di azionariato diffuso: La legge introduce la possibilità per i lavoratori di acquisire quote dell’azienda, con incentivi fiscali anche per questa forma di partecipazione.

  • Commissione nazionale permanente: È istituita una commissione presso il CNEL per monitorare e promuovere le buone prassi di partecipazione dei lavoratori.

  • Piani di miglioramento e formazione: Sono previsti strumenti per favorire l’innovazione, la formazione continua e il coinvolgimento dei lavoratori nei processi aziendali.

Le reazioni: soddisfazione nel centrodestra, critiche dalle opposizioni – Il provvedimento nasce da una proposta di iniziativa popolare promossa dalla Cisl, che aveva raccolto oltre 400.000 firme, e viene salutato dalla maggioranza come una “svolta storica” e una “pagina storica per il lavoro italiano”. La ministra del Lavoro, Marina Calderone, ha sottolineato che la legge rappresenta “l’applicazione dell’articolo 46 della Costituzione” e un passo avanti nella collaborazione tra imprenditori e lavoratori.

Cosa cambia davvero per i lavoratori – La legge rappresenta un passo simbolico importante dopo decenni di dibattito, ma la sua applicazione concreta dipenderà dalla capacità dei contratti collettivi di introdurre forme effettive di partecipazione. I benefici fiscali e la possibilità di accesso agli utili sono incentivi tangibili, ma la mancanza di obbligatorietà lascia aperti interrogativi sulla reale diffusione del modello.

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