Iva al 4% per le lenti a contatto correttive, anche se colorate

Alle cessioni di lenti a contatto correttive (colorate o no) si applica l’aliquota Iva del 4 per cento, ai sensi del n. 41-quater della Tabella A, parte II, allegata al D.P.R. 633/72. Tale norma, infatti, dispone che la citata aliquota si applica alle cessioni di “protesi e ausili inerenti a menomazioni di tipo funzionale permanenti”: lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la Risposta all’istanza di interpello 20 ottobre 2020, n. 488.

In termini pressoché analoghi si era espresso il Ministero delle Finanze con la Circolare 18 luglio 1990, n. 50, laddove fu affermato che le lenti a contatto, le lenti oftalmiche graduate egli occhiali da vista “(…) essendo destinati a sopperire a menomazioni visive permanenti, sono da considerare quali ausili e pertanto alle relative cessioni e importazioni torna applicabile l’IVA nella misura del 4 per cento (…)”.

Con la Risposta in commento è stato inoltre chiarito quanto segue:

  1. le cessioni di lenti a contatto colorate per uso meramente estetico, nonché le cessioni delle soluzioni per la pulizia delle lenti a contatto sono assoggettate all’aliquota Iva ordinaria del 22 per cento;
  2. le cessioni e le importazioni delle sole montature degli occhiali scontano l’aliquota ordinaria Iva, in quanto le medesime, solo quando sono assemblate con le lenti graduate rappresentano un ausilio.

Pertanto, solo le cessioni dei prodotti finiti rappresentati dagli occhiali da vista, realizzati mediante l’assemblaggio della montatura e delle lenti oftalmiche graduate, sono soggetti all’aliquota ridotta del 4 per cento.

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