Le Entrate confermano la non riconducibilità delle Asl tra gli enti ospedalieri

Ai fini della tassazione diretta, le Aziende sanitarie locali non possono qualificarsi “enti ospedalieri”. Alle Asl, infatti, da un lato sono state assegnate, oltre all’assistenza ospedaliera, attività e funzioni diverse, e dall’altro i “vecchi” enti ospedalieri mantengono una loro autonomia, o in quanto costituiti in “aziende ospedaliere” o quali presidi ospedalieri nell’ambito delle medesime Aziende sanitarie: lo ha affermato l’Agenzia delle Entrate con la Risposta all’istanza di interpello 24 luglio 2019, n. 315.

Tale conclusione conferma da un lato precedenti interpretazioni rese dalla stessa Amministrazione fiscale, e dall’altro l’orientamento ormai consolidato della Corte di Cassazione. Anche per i giudici di legittimità, infatti, l’art. 6, comma 1, del D.P.R. n. 601/1973, nell’elencare i soggetti a favore dei quali l’Ires è ridotta alla metà, ha mantenuto l’originaria dizione “enti ospedalieri” anche successivamente alla sua sostituzione operata con il D.L. n. 331/1993, convertito con modifiche dalla Legge n. 427/1993), e quindi anche dopo l’entrata in vigore della riforma sanitaria del 1992. Inoltre, l’esclusiva riferibilità dell’art. 6 agli enti ospedalieri (e non alle Asl) è evidenziata dal trattamento fiscale espressamente previsto per le Aziende sanitarie.

In conclusione, l’agevolazione in esame, tanto più in quanto espressamente inserita tra quelle di “carattere soggettivo”, non è applicabile alle Aziende sanitarie locali, neanche in via di interpretazione estensiva (Cass. nn. 20249/201320250/2013 e 18607/2019).

Come detto, le Aziende sanitarie locali svolgono altri compiti oltre quello dell’assistenza, sicchè le stesse non possono essere annoverate tra gli enti di assistenza (di cui all’art. 6 del D.P.R. 601/73), e alle stesse è invece applicabile uno specifico trattamento fiscale (Cass. nn. 27579/2017 e 7823/2019). Si ricorda che il richiamato primo comma dell’art. 6 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601 è stato abrogato dall’art. 1, comma 51, della Legge 30 dicembre 2018, n. 145 (Legge di Bilancio 2019).

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