L’utilizzo dell’IA contro l’evasione fiscale: la posizione del CNDCEC
L’utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte dell’Amministrazione finanziaria è stato uno dei temi affrontati dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, CNDCEC nell’audizione tenutasi presso la Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria in data 17 giugno.
Siamo nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle
- misure di contrasto all’evasione fiscale,
- sulla sicurezza delle banche dati e
- sulla tutela della riservatezza dei contribuenti.
Uno degli spunti di primaria importanza riguarda l’utilizzo da parte dell’Agenzia delle Entrate dell’intelligenza artificiale.
Secondo il CNDCEC, l’impiego di sistemi di IA è destinato a modificare profondamente il rapporto tra Fisco e contribuente.
La riforma fiscale avviata con la Legge delega n. 111/2023 prevede infatti il ricorso a tecnologie digitali e soluzioni di intelligenza artificiale per rafforzare la prevenzione e il contrasto all’evasione e all’elusione fiscale, attraverso una più efficace utilizzazione dei dati dell’Anagrafe tributaria e il potenziamento delle attività di analisi del rischio.
In questo contesto si inseriscono strumenti come Ve.Ra. (Verifica dei rapporti finanziari), basato su tecniche di apprendimento supervisionato per l’analisi dei dati finanziari, e gli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA), che utilizzano invece sistemi di clustering riconducibili all’apprendimento non supervisionato.
L’adozione di tali tecnologie, tuttavia, richiede un delicato equilibrio tra efficienza amministrativa e tutela dei diritti dei contribuenti.
Il quadro normativo europeo, con l’AI Act, e la Legge italiana n. 132/2025 impongono infatti principi di trasparenza, conoscibilità, spiegabilità e controllo umano sui processi decisionali supportati dall’intelligenza artificiale.
Particolare rilievo assumono inoltre i principi affermati dal Consiglio di Stato, secondo cui l’algoritmo utilizzato dalla Pubblica Amministrazione deve essere conoscibile e verificabile, mentre la decisione finale deve restare attribuibile all’autorità competente, escludendo automatismi lesivi della sfera giuridica del contribuente.
Proprio per garantire il corretto bilanciamento tra innovazione e garanzie, il CNDCEC ha evidenziato l’opportunità di istituire un Tavolo tecnico di confronto dedicato all’utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte dell’Amministrazione finanziaria.
L’obiettivo sarebbe quello di approfondire i profili legati alla privacy, alla sicurezza delle banche dati e alla conformità dei sistemi di IA ai principi fondamentali dell’ordinamento tributario.



