Modelli Redditi 2026 e titoli azionari: guida agli obblighi dichiarativi
In sede di compilazione dei modelli Redditi o 730/2026 si ripropongono i dubbi relativi alla necessità o meno di indicare i proventi legati alla compravendita di titoli azionari.
Al riguardo occorre ricordare che le azioni detenute tramite intermediari italiani in regime amministrato, non rilevano di per sé ai fini della compilazione del modello 730 o Redditi PF, salvo specifiche eccezioni legate al regime fiscale applicato.
In via generale, quando gli strumenti finanziari sono custoditi presso banche o intermediari residenti che operano in regime amministrato, la tassazione dei redditi di natura finanziaria avviene direttamente alla fonte. In particolare, i dividendi percepiti su azioni italiane sono assoggettati a imposta sostitutiva del 26%, mentre le eventuali plusvalenze derivanti dalla cessione dei titoli sono anch’esse tassate dall’intermediario. In tali casi, il contribuente non è tenuto a indicare né il possesso delle azioni né i relativi proventi nel modello 730, in quanto gli adempimenti fiscali risultano già assolti.
Diversa è la situazione in presenza di regime dichiarativo. In questo caso, tipico ad esempio di rapporti con broker esteri o intermediari che non operano come sostituti d’imposta, il contribuente è tenuto a dichiarare autonomamente i redditi finanziari. Le plusvalenze devono essere indicate nel quadro RT, mentre eventuali obblighi di monitoraggio fiscale ricadono sul quadro RW, con possibile applicazione dell’IVAFE per le attività detenute all’estero.
Occorre quindi prestare particolare attenzione alla modalità di detenzione dei titoli e al regime fiscale applicato dall’intermediario, elementi determinanti per individuare i corretti obblighi dichiarativi ed evitare errori in sede di compilazione della dichiarazione dei redditi.



