Nei Pir anche le quote di Srl offerte al pubblico tramite equity crowdfunding

Limitatamente agli investimenti in quote di Srl offerte al pubblico tramite piattaforme di equity crowdfunding, queste possono essere inserite tra gli investimenti qualificati di un piano di risparmio a lungo termine (Pir) costituito ai sensi dell’art. 1, del commi 100 e seguenti, della Legge di Bilancio 2017 (Legge 11 dicembre 2016, n. 232), fermo restando il rispetto di tutti i limiti e divieti previsti dalla norma, quali ad esempio il divieto di detenzione di partecipazioni qualificate nonchè il limite alla concentrazione degli investimenti, di cui rispettivamente ai commi 100 e 103 del medesimo articolo della Manovra 2017.

Tale principio è stato affermato dall’Agenzia delle Entrate con la risposta all’istanza di interpello 5 aprile 2019, n. 96. Si ricorda che la richiamata Legge n. 232/2016 ha introdotto un regime di esenzione dei redditi di capitale e diversi, con esclusione di quelli che concorrono alla formazione del reddito complessivo del contribuente e di quelli derivanti da partecipazioni che sono considerate “qualificate” ai sensi dell’art. 67, comma 1, lettera c), del Tuir, percepiti – al di fuori di attività d’impresa – da persone fisiche residenti in Italia e rinvenienti da strumenti finanziari inseriti in un piano individuale di risparmio.

La materia è stata successivamente rivista:

  1. dalla legge di Bilancio 2019 (Legge 30 dicembre 2018, n. 145), tuttora in attesa del relativo provvedimento di attuazione;
  2. da ultimo, dal “decreto crescita”, approvato dal Consiglio dei Ministri giovedì scorso.

Attualmente i Pir sono tenuti a vincolare almeno il 5 per cento degli investimenti qualificati in strumenti finanziari ammessi alle negoziazioni sui sistemi multilaterali di negoziazione, e un ulteriore 5 per cento in quote o azioni di fondi di venture capital (art. 1, comma 212, Legge n. 145/2018).

Il decreto riduce tale percentuale del 10 per cento all’1,42 per cento per gli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2019, per poi aumentarla progressivamente negli anni successivi.

logo