OIC e nuovi standard di sostenibilità: la risposta alla Commissione UE
L’Organismo Italiano di Contabilità (OIC) ha pubblicato la propria lettera di commento in risposta alla consultazione della Commissione Europea sulle bozze di atti delegati relativi ai nuovi standard di sostenibilità (revised ESRS) e allo standard volontario.
Pur condividendo il percorso di semplificazione adottato dalla Commissione, l’OIC ha posto l’accento su alcuni aspetti tecnici essenziali, tra questi:
- si propone di circoscrivere le informazioni entity specific – in gran parte settoriali – esclusivamente ai casi in cui siano materiali per i primary user;
- sono state inoltre ribadite le forti perplessità sugli anticipated financial effect;
- è accolta con favore l’introduzione di agevolazioni per le imprese di più piccole dimensioni (fino a 10 dipendenti);
- si auspica l’avvio con l’EFRAG di una post-implementation review sullo standard volontario per valutarne nel tempo l’effettiva applicazione e l’adeguatezza nel bilanciare le esigenze informative degli user con le necessità comunicative di imprese di diverse dimensioni.
Come riportato nel comunicato stampa dell’OIC, in linea con quanto già manifestato in sede EFRAG, sono state inoltre ribadite le forti perplessità sugli anticipated financial effect data la limitata misurabilità ed affidabilità di queste informazioni stante la mancanza di metodologie mature e consolidate.
L’OIC suggerisce, pertanto, di differire ogni tipo di adempimento informativo fino alla definizione di adeguate metodologie per la loro misurazione insieme con l’EFRAG Financial Reporting Board e l’IFRS Foundation.
L’elevato grado di incertezza delle stime rischierebbe infatti di generare un quadro informativo scarsamente attendibile, vanificandone la rilevanza decisionale per gli user.
In merito allo standard volontario, l’OIC accoglie con favore l’introduzione di agevolazioni per le imprese di più piccole dimensioni (fino a 10 dipendenti); tuttavia, in un’ottica di effettiva proporzionalità, ritiene necessario estenderne la portata almeno alle imprese fino a 50 dipendenti per non imporre oneri amministrativi sproporzionati rispetto alle loro capacità gestionali.
Inoltre, considerato che la platea delle imprese che possono applicare lo standard volontario è stata notevolmente estesa dalla Direttiva 2026/470, si auspica l’avvio con l’EFRAG di una postimplementation review per valutarne nel tempo l’effettiva applicazione e l’adeguatezza nel bilanciare le esigenze informative degli user con le necessità comunicative di imprese di diverse dimensioni.
In vista dell’adozione degli atti delegati, ci si attende che la Commissione possa dare risposta alle preoccupazioni manifestate dallo standard setter nazionale.




