Operazioni cripto su cripto: come determinare la plusvalenza?
Nell’ambito del mondo “cripto” è frequente che il contribuente operi numerose operazioni di scambio tra cripto diverse senza mai convertile in euro. Si chiede quindi quando scatta la tassazione e come calcolare correttamente le plusvalenze di un portafoglio misto di criptovalute ed NFT.
Normativa
La lettera c-sexies), comma 1, dell’art. 67 del TUIR, come introdotta dal comma 126 dell’art. 1 della Legge n. 197/2022 (Legge di Bilancio 2023) ha configurato una nuova categoria di “redditi diversi” (plusvalenze e altri proventi) realizzati dalle persone fisiche non in regime d’impresa o di lavoro autonomo e soggetti equiparati mediante rimborso o cessione a titolo oneroso o permuta di cripto-attività.
Tassazione per le persone fisiche
La tassazione sulle cripto-attività per persone fisiche non imprenditori scatta solo con eventi realizzativi, come conversioni o scambi.
L’aliquota sulla plusvalenza è pari al
- 26% sino al 2025;
- aumentata al 33% dal 2026.
La franchigia di 2.000 euro, introdotta dalla disciplina originaria della Legge di Bilancio 2023 opera soltanto con riferimento alle plusvalenze realizzate entro il 31 dicembre 2024, mentre dal 2025 tale soglia è stata eliminata (art. 1, comma 25, lett. a), Legge n. 207/2024).
Momento del realizzo
La tassazione avviene al momento di conversione in euro, stablecoin euro MiCAR o utilizzo per acquisti. Scambi tra cripto diverse (es. BTC in ETH) non generano plusvalenza tassabile, anche su centinaia di operazioni.
Come chiarito dalla circolare n. 30/E/2023:
- se si eseguono scambi tra cripto-attività aventi medesima funzionalità economica,
- il valore di acquisto da attribuire alla cripto-attività acquisita per effetto dello scambio corrisponde al valore di carico in euro della cripto-attività ceduta in permuta.
Calcolo plusvalenza
La determinazione della plusvalenza si effettua deducendo dal corrispettivo percepito (o dal valore normale delle attività permutate) il costo o valore di acquisto, quest’ultimo da documentare con elementi certi e precisi, pena l’azzeramento del costo fiscalmente rilevante.
In portafogli misti con acquisti multipli, si usa il criterio LIFO (Last In, First Out) o costo medio ponderato: differenza tra corrispettivo vendita e costo fiscale attribuito alle unità cedute. Ipotizziamo che un contribuente abbia effettuato le seguenti operazioni in cripto-valute:
- Acquisto iniziale: 8.000 BTC al cambio 10 € per BTC.
- Acquisto successivo: 5.000 BTC al cambio 20 € per BTC.
- Conversione BTC: nel mese di settembre ha convertito in euro 6.000 BTC al cambio 30 € per BTC.
- Applicando il metodo LIFO (last in, first out), si assume che i primi BTC ceduti siano quelli del secondo acquisto: prima vengono ceduti i 5.000 BTC comprati a 20 €; si considerano ceduti poi i 1.000 BTC tra quelli del primo acquisto a 10 €
- Plusvalenza lorda = (6.000 × 30) − (5.000 × 20 + 1.000 × 10) = 180.000 − (100.000 + 10.000) = 180.000 − 110.000 = 70.000 €
Minusvalenze
Le perdite realizzate sono compensabili con plusvalenze dello stesso anno nello stesso comparto (cripto su cripto); eccedenze riportabili per 4 anni successivi.



