Patent box, dal Fisco ulteriori chiarimenti sul regime di “Grandfathering”

Con il Principio di diritto 18 dicembre 2019, n. 28, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla possibilità di presentare istanza di rinnovo dell’accordo di Patent box, una volta spirato il quinquennio di vigenza dello stesso prima del 30 giugno 2021, al fine di continuare a beneficiare della agevolazione prevista per i marchi d’impresa fino al 30 giugno 2021.

In particolare, è stato precisato che l’istanza di ruling per il regime opzionale determina l’efficacia dell’opzione solamente qualora questa sia ancora in corso di validità e nei limiti del periodo legalmente disposto che, comunque, non può superare il 30 giugno 2021. Qualora invece l’opzione non sia più validamente esercitabile (essendo spirati i 5 anni) e non sia rinnovabile, non è ammissibile il rinnovo delle istanze di accordo preventivo di cui all’art. 31-ter del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600.

Al riguardo si ricorda che:

  1. il Patent box è stato introdotto dall’art. 1, commi da 37 a 45, della Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di Stabilità 2015), modificato dall’art. 56, comma 1, lettera a), del D.L. 24 aprile 2017, n. 50, convertito con modifiche dalla Legge 21 giugno 2017, n. 96;
  2. per effetto del citato D.L. 24 aprile 2017, n. 50, i marchi sono stati esclusi dal novero dei beni immateriali agevolabili ai fini del Patent box;
  3. l’art. 13, comma 1, del D.M. 28 novembre 2017 dispone che l’opzione esercitata per i primi due periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2014 può avere ad oggetto i marchi d’impresa, ivi inclusi i marchi collettivi, siano essi registrati o in corso di registrazione; in tal caso, l’opzione ha durata pari a 5 periodi d’imposta o – se inferiore – fino al 30 giugno 2021 e non è rinnovabile;
  4. la durata dell’opzione dovrà essere pari a 5 periodi d’imposta, ma il contribuente decade comunque il 30 giugno 2021, anche se i 5 periodi d’imposta terminano successivamente.
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