Per l’acquisto di prodotti riciclati credito d’imposta fino a 20mila euro

L’art. 1, comma 73 , della legge di Bilancio 2019 (Legge 30 dicembre 2018, n. 145) ha introdotto – per gli anni 2019 e 2020 – un credito d’imposta nella misura del 36 per cento delle spese sostenute dalle imprese per l’acquisto di prodotti realizzati con materiali provenienti dalla raccolta differenziata di imballaggi in plastica e di imballaggi biodegradabili e compostabili, secondo la normativa UNI EN 13432:2002, oppure derivati dalla raccolta differenziata della carta e dell’alluminio.

In merito a tale misura, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che il credito d’imposta in commento:

  1. è riconosciuto fino a un importo massimo annuale di 20mila per ciascun beneficiario, nel limite massimo complessivo di un milione di euro annui per gli anni 2020 e 2021;
  2. dev’essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa all’annualità del riconoscimento;
  3. non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile Irap e non rileva ai fini della deducibilità degli interessi passivi (articoli 61 e 109, comma 5, del Tuir);
  4. è utilizzabile esclusivamente in compensazione a decorrere dal 1° gennaio del periodo d’imposta successivo a quello in cui sono stati effettuati gli acquisti;
  5. i requisiti tecnici e le certificazioni idonee ad attestare la natura eco-sostenibile dei prodotti e degli imballaggi secondo la vigente normativa europea e nazionale, nonché i criteri e le modalità di applicazione e di fruizione del credito d’imposta, saranno stabiliti con un decreto ministeriale.

Nei giorni scorsi gli operatori del settore avevano chiesto l’introduzione di un credito d’imposta a favore delle imprese che utilizzano almeno il 30 per cento di materiali riciclati, mentre il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge che contiene un programma per togliere la plastica dal mare.

La norma, in particolare, autorizza i pescatori italiani a portare a terra le plastiche che si impigliano nelle reti (si tratta quindi di una deroga a quanto attualmente prevedono le convenzioni internazionali).

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