Prosegue l’esame delle nuove norme sui buoni-corrispettivo

È previsto per domani, 12 settembre, presso la Commissione Finanze di Montecitorio l’esame dello schema di decreto legislativo sulla disciplina fiscale dei buoni-corrispettivo.

Al riguardo si consideri quanto segue:

  1. detto schema – approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri lo scorso 8 agosto, in attuazione della Direttiva comunitaria 27 giugno 2016, n. 2016/1065 – disciplina l’emissione, il trasferimento e il riscatto dei buoni-corrispettivo, al fine di garantire che non si verifichino disallineamenti tra Stati membri che possano dare luogo ad una doppia imposizione o non imposizione, nonché con l’obiettivo di ridurre il rischio di elusione fiscale;
  2. il provvedimento individua il buono-corrispettivo come uno strumento che:
    1. contiene l’obbligo di essere accettato come corrispettivo – anche se parziale – a fronte di una cessione di beni o di una prestazione di servizi;
    2. indica, sullo strumento medesimo o nella relativa documentazione, i beni o i servizi da cedere o prestare o le identità dei potenziali cedenti o prestatori, comprese le condizioni generali di utilizzo;
  3. il buono-corrispettivo può essere:
    1. monouso, se al momento della sua emissione è nota la disciplina applicabile ai fini Iva alla cessione dei beni o alla prestazione dei servizi cui il buono dà diritto;
    2. multiuso, qualora al momento della sua emissione la disciplina applicabile ai fini Iva non sia nota;
  4. per i buoni-corrispettivo multiuso, la base imponibile dell’operazione soggetta ad Iva è costituita dal corrispettivo dovuto per il buono stesso o, in assenza di informazioni su tale corrispettivo, dal valore monetario del buono-corrispettivo al netto dell’Iva relativa ai beni ceduti o ai servizi prestati;
  5. in tale contesto si prevede l’introduzione degli articoli 6-bis, 6-ter e 6-quater, nonché del comma 5-bis dell’art. 13, all’interno del D.P.R. n. 633/1972;
  6. le nuove norme – qualora approvate – si applicheranno ai buoni-corrispettivi emessi a decorrere dal 1° gennaio 2019.
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