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Riforma ordinamento Commercialisti: approvato il testo in Commissione, restano nodi aperti

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La Commissione Giustizia della Camera dei deputati ha concluso l’esame in sede referente del disegno di legge delega per la riforma dell’ordinamento della professione di Commercialista e di Esperto contabile. Secondo l’Associazione Nazionale Commercialisti (ANC), il testo approvato introduce alcuni miglioramenti rispetto alla versione originaria, ma lascia ancora aperte questioni ritenute centrali per il futuro della categoria.

Tra le novità accolte positivamente figurano il reinserimento delle competenze professionali in ambito giuslavoristico e alcuni correttivi in materia di decadenza dalle cariche, considerati passi avanti rispetto all’impianto iniziale della riforma.

L’ANC evidenzia tuttavia diverse occasioni mancate. In particolare, è stato respinto l’emendamento 2.26, che avrebbe garantito il mantenimento di almeno un Ordine territoriale in ogni capoluogo di provincia, misura ritenuta essenziale per preservare la presenza istituzionale sul territorio ed evitare futuri accorpamenti. È stato inoltre ritirato l’emendamento volto a rafforzare il ruolo degli Ordini territoriali e quello dedicato alle specializzazioni professionali, che avrebbe introdotto un riconoscimento legislativo di specifici ambiti di attività dei commercialisti.

Sul tema dell’equo compenso, l’Associazione osserva che il respingimento dell’emendamento 2.18 e la successiva approvazione dell’emendamento 2.50 dei relatori rappresentano solo un recepimento parziale delle tutele auspicate, senza garantire una disciplina pienamente idonea a salvaguardare la dignità economica delle prestazioni professionali.

Tra le criticità segnalate figura anche la mancata approvazione dell’emendamento 2.20, che prevedeva una quota minima di rappresentanza dei giovani professionisti negli organi elettivi della categoria, proposta finalizzata a favorire il ricambio generazionale nella governance ordinistica.

Secondo l’ANC, restano inoltre senza risposta numerose proposte riguardanti l’autonomia degli Ordini nella scelta delle modalità di voto, il rafforzamento del limite dei mandati, il riconoscimento legislativo dei Comitati Pari Opportunità, una disciplina più rigorosa delle incompatibilità per i componenti del Consiglio Nazionale titolari di incarichi pubblici e il coinvolgimento dell’Assemblea dei Presidenti degli Ordini territoriali nell’approvazione del bilancio del Consiglio Nazionale.

L’Associazione sottolinea che molte delle proprie proposte sono confluite negli emendamenti presentati in Parlamento, pur senza essere approvate. Il percorso legislativo, tuttavia, non è concluso: il passaggio del provvedimento all’Aula della Camera rappresenterà un’ulteriore occasione per apportare modifiche al testo e affrontare le questioni ancora aperte, con l’obiettivo di rafforzare l’autonomia della professione, il ruolo degli Ordini territoriali e la valorizzazione delle competenze dei Commercialisti e degli Esperti contabili.

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