Scompare l’obbligo di consegnare la dichiarazione di intento

Per effetto dell’entrata in vigore del decreto “Crescita”, non è più previsto l’obbligo di consegnare “al fornitore o prestatore, ovvero in dogana” la dichiarazione di intento, unitamente alla ricevuta dell’avvenuta presentazione telematica.

La norma, infatti, prescrive che la ricevuta telematica rilasciata dall’Agenzia delle Entrate riporti l’indicazione del protocollo di ricezione e che gli estremi del protocollo debbano essere indicati dal cedente nelle fatture emesse in base alla dichiarazione di intento, oppure essere indicati dall’importatore nella dichiarazione doganale.

 

L’art. 12-septies del D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito con modifiche dalla Legge 28 giugno 2019, n. 58, ha infatti sostituito la lettera c) del comma 1 dell’art. 1 del D.L. 29 dicembre 1983, n. 746, convertito con modifiche dalla Legge 27 febbraio 1984, n. 17. La novità è stata ora ulteriormente interpretata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli con la Nota 12 luglio 2019, n. 69283/RU , pubblicata ieri.

Si ricorda inoltre che per effetto dell’art. 13-ter del D.L. n. 34/2019, ora i diritti doganali possono essere pagati attraverso:

 

  1. carte di debito, di credito o prepagate e ogni altro strumento di pagamento elettronico disponibile;
  2. bonifico bancario;
  3. accreditamenti sul conto corrente postale intestato all’ufficio;
  4. contanti, per un importo non superiore a 300 euro. In presenza di particolari circostanze, il Direttore dell’Ufficio delle Dogane può comunque consentire il versamento in contanti di importi più elevati fino al limite massimo consentito dalla normativa vigente sull’utilizzo del contante;
  5. assegni circolari non trasferibili, qualora particolari circostanze di necessità o urgenza, stabilite con apposito provvedimento direttoriale, lo giustificano.
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