Spetta il Superbonus per gli interventi realizzati su immobili non ancora destinati ad abitazione

Spetta il Superbonus in relazione alle spese sostenute per interventi realizzati su immobili che solo al termine degli stessi saranno destinati ad abitazione. Tale possibilità, tuttavia, è subordinata alla condizione che nel provvedimento amministrativo che autorizza i lavori risulti chiaramente il cambio di destinazione d’uso del fabbricato in origine non abitativo e che sussistano tutte le altre condizioni e siano effettuati tutti gli adempimenti previsti dalla norma agevolativa: lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la Risposta all’istanza di interpello 25 marzo 2021, n. 210 .

Al riguardo si ricorda quanto segue:

  1. l’Agenzia ha più volte affermato l’applicabilità del Superbonus alle spese sostenute per gli interventi realizzati su edifici classificati nella categoria catastale F/2 (“unità collabenti”): per tutte, si richiama la Risposta 7 gennaio 2021, n. 17 ;
  2. la destinazione F/2 – Unità collabenti, è attribuibile per gli immobili che riguardano sia abitazioni sia fabbricati produttivi, quando lo stato di fatto non consente comunque l’iscrizione in altra categoria catastale;
  3. con la Nota n. 29439/2013, la Direzione centrale catasto e cartografia aveva chiarito che l’attribuzione della categoria F/2 non è ammissibile quando il fabbricato che si vuole censire risulta comunque iscrivibile in altra categoria catastale o non è individuabile e/o perimetrabile;
  4. il Comune ha facoltà di produrre sempre, anche per le unità immobiliari impropriamente censite nelle categorie F/3 – Unità in corso di costruzione ed F/4 – Unità in corso di definizione, segnalazioni al competente Ufficio dell’Agenzia delle Entrate;
  5. le unità immobiliari collabenti, iscritte nella categoria catastale F/2, non determinano l’obbligo di versamento dell’Imu e della Tasi.
logo