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Split payment verso la proroga fino al 2029: confermato l’attuale perimetro applicativo

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Lo split payment si avvia verso una nuova proroga. La Commissione europea ha infatti presentato una proposta di decisione che autorizza l’Italia a continuare ad applicare il meccanismo della scissione dei pagamenti fino al 30 giugno 2029, mantenendo invariato l’attuale ambito soggettivo di applicazione.

La misura, disciplinata dall’art. 17-ter del D.P.R. n. 633/1972, prevede che l’IVA esposta in fattura dal fornitore non venga incassata da quest’ultimo, ma sia versata direttamente all’Erario dal cessionario o committente tenuto all’applicazione dello split payment

In questo modo il pagamento del corrispettivo viene separato dal versamento dell’imposta, con l’obiettivo di contrastare fenomeni evasivi e omessi riversamenti dell’IVA.

Poiché tale meccanismo costituisce una deroga alle regole ordinarie del sistema IVA europeo, la sua applicazione richiede una specifica autorizzazione del Consiglio dell’Unione europea ai sensi dell’art. 395 della direttiva 2006/112/CE. L’Italia aveva ottenuto una prima autorizzazione con la decisione di esecuzione UE 2015/1401, successivamente prorogata ed estesa mediante la decisione di esecuzione UE 2017/784.

L’attuale autorizzazione è destinata a cessare il prossimo 30 giugno 2026.

Per evitare interruzioni nell’applicazione della misura, il Governo italiano ha richiesto una nuova proroga, accolta dalla Commissione europea con una proposta che dovrà ora essere approvata dal Consiglio dell’UE.

Nella documentazione predisposta dalla Commissione viene evidenziato come lo split payment continui a rappresentare uno strumento utile per il contrasto delle frodi IVA.

Secondo le autorità italiane, infatti, l’eliminazione del meccanismo potrebbe rendere più complesso il recupero delle imposte dovute dai soggetti individuati come evasori o autori di frodi fiscali, anche alla luce delle informazioni derivanti dai controlli basati sulla fatturazione elettronica obbligatoria.

Particolarmente rilevante è la scelta di non intervenire sul perimetro applicativo della disciplina.

La proposta europea conferma infatti l’attuale assetto normativo, evitando modifiche alle categorie di soggetti interessati e garantendo continuità operativa agli operatori economici coinvolti.

In attesa del via libera definitivo del Consiglio dell’Unione europea, la proroga fino al 30 giugno 2029 appare quindi orientata a consolidare uno strumento che, nelle valutazioni delle istituzioni italiane ed europee, continua a svolgere una funzione di presidio nella lotta all’evasione dell’IVA.

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