USA: al via la ritorsione contro web tax e tasse minime
Il “Big Beautiful Bill”, ufficialmente denominato “One Big Beautiful Bill Act” è stato approvato nella giornata di giovedì 22 maggio 2025 alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti con 215 voti a favore contro 214. Si tratta del più ambizioso e controverso pacchetto legislativo promosso da Donald Trump nel suo secondo mandato presidenziale e si sostanzia tra l’altro nell’introduzione della nuova Sezione 899 nell’Internal Revenue Code statunitense, rubricata Enforcement of remedies against unfair foreign taxes.
Si tratta quindi di “Applicazione di rimedi contro imposte straniere ingiuste”, come, nell’interpretazione della Casa Bianca, le web tax e la tassa minima globale del 15% sulle multinazionali negoziata in sede OCSE, in vigore nell’Unione Europea dal 2024.
Nel dettaglio:
- le persone fisiche e giuridiche,
- residenti in Stati che applicano prelievi ritenuti “unfair” (es. global minimum tax o imposta sui prelievi digitali) nei confronti di soggetti residenti negli Stati Uniti (inclusa l’Italia);
- scontano una serie di sovraimposte (es. aumento delle ritenute su dividendi e royalties, prelievi sulle plsuvalenze immobiliari soggette al FRIPTa ecc.).
Se la proposta sarà approvata dal Senato, la sovrattassa del 5% verrà rinnovata e potenziata di anno in anno, fino a un massimo del 20%, e si applicherà dal 1° gennaio dell’anno successivo a quando entra in vigore una tassa estera ritenuta “ingiusta”, a patto che siano passati almeno 90 giorni dall’approvazione della legge americana.