Allo studio l’introduzione del salario minimo orario

Nei prossimi giorni sarà posto all’esame dell’Aula del Senato il disegno di legge n. 658, relativo all’istituzione del salario minimo orario.

La proposta – attualmente all’esame della Commissione Lavoro di Palazzo Madama – è finalizzata a garantire ad ogni lavoratore un trattamento economico equo e, come sancisce l’art. 36 della Costituzione, “una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.

La materia è disciplinata anche dall’art. 2099, comma 2, del codice civile.

Al riguardo si precisa quanto segue:

  1. per “salario minimo orario” si intende la retribuzione oraria minima che il datore di lavoro è tenuto a corrispondere al lavoratore; a tal fine viene fissato un importo non inferiore a 9 euro all’ora al lordo degli oneri contributivi e previdenziali;
  2. detto importo è destinato ad essere aumentato ogni anno secondo i parametri predisposti dall’Istat;
  3. l’attuazione della misura è demandata all’adozione di un apposito decreto ministeriale, da emanarsi previo accordo con le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;
  4. il citato decreto, infatti, dovrà individuare:
    1. i contratti a cui estendere la disciplina del salario minimo orario nonché le eventuali esclusioni da tale disciplina;
    2. le modalità di incremento dei salari superiori all’importo del salario minimo orario;
  5. sono previste sanzioni in capo:
    1. alle Pubbliche Amministrazioni che intrattengono rapporti o erogano contributi a soggetti che non garantiscono il salario minimo orario ai propri lavoratori;
    2. al datore di lavoro che corrisponde ai lavoratori una retribuzione inferiore a quella minima;
  6. a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge, i salari inferiori al minimo salariale dovranno essere integrati fino a tale importo minimo mentre quelli superiori saranno riparametrati, in aumento, sulla base di quanto indicato nel richiamato decreto ministeriale.
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