Emissione tardiva di e-fattura e regime forfettario

Con Risposta ad Interpello 29 luglio 2021, n. 520, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che in caso di tardiva emissione di una e-fattura, il contribuente che si avvale del regime forfettario subordinato al fatturato costituito esclusivamente da fatture elettroniche emesse tramite Sdi può continuare ad usufruire del regime premiale previsto articolo 1, comma 74, Legge n. 190/2014 che dispone la riduzione di un anno del termine ordinario di accertamento.
Secondo l’Agenzia, infatti, se il contribuente dimostra di voler conservare il requisito del “fatturato costituito esclusivamente in formato elettronico“, tramite l’emissione tardiva della fattura elettronica e la definizione della sanzione prevista dall’art. 6, comma 2, D.Lgs. n. 471/997 con il ravvedimento operoso, l’errore compiuto non comporta la perdita del regime premiale.

Risposta all’interpello n. 520 del 29 luglio 2021

Al via l’annullamento automatico dei debiti fiscali fino a 5.000 Euro

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 2 agosto 2021, n. 183, il Decreto 14 luglio 2021, con il quale il MEF ha stabilito le modalità e le date il dell’annullamento automatico dei debiti fiscali previsto dall’art. 4, D.L. n. 41/2021 (c.d. Decreto “Sostegni”).
In particolare è stabilito che sono annullati automaticamente debiti di importo residuo, fino ad Euro 5.000 comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010:

  • delle persone fisiche che, nel periodo d’imposta 2019, abbiano conseguito un reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi fino ad Euro 30.000;
  • dei soggetti diversi dalle persone fisiche che, nel periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2019, hanno conseguito un reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi fino ad Euro 30.000.

Sulla base di quanto indicato nel Decreto, entro il 20 agosto 2021 l’Agenzia delle Entrate riceverà dall’agente della riscossione l’elenco dei codici fiscali dei soggetti aventi debiti entro la soglia indicata alla data del 23 marzo 2021. Entro il successivo 30 settembre l’Agenzia segnalerà all’agente della riscossione quali fra i soggetti individuati non possiedono i requisiti indicati. L’annullamento dei debiti sarà effettuato in data 31 ottobre 2021 a beneficio dei soggetti non indicati dall’Agenzia.

Sanzione proporzionale per il pagamento dell’Iva indicata per errore in fattura

Ai sensi dell’art. 6, comma 6, del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, chi computa illegittimamente in detrazione l’imposta assolta, dovuta o addebitatagli in via di rivalsa, è punito con la sanzione amministrativa pari al 90% dell’ammontare della detrazione compiuta.

In caso di applicazione dell’imposta in misura superiore a quella effettiva, erroneamente assolta dal cedente o prestatore, in capo al cessionario/committente, fermo restando il suo diritto alla detrazione, si applica la sanzione amministrativa compresa tra 250 e 10.000 euro.

La restituzione dell’imposta è esclusa qualora il versamento sia avvenuto nell’ambito di una frode fiscale. Con la sentenza 3 novembre 2020, n. 24289, la Corte di Cassazione precisò che:

  1. anche sulla base della giurisprudenza della Corte di Giustizia Ue, il cessionario/committente non ha diritto alla detrazione dell’Iva erroneamente corrisposta in riferimento ad un’operazione non imponibile o esente; il diritto alla detrazione spetta solo se l’errore commesso dal cedente/prestatore riguarda l’applicazione di un’aliquota maggiore rispetto a quella dovuta;
  2. il richiamato art. 6, comma 6, del D.Lgs. 471/1997, si applica solo in relazione alle operazioni imponibili, “allorquando sia stata corrisposta l’IVA in base ad un’aliquota superiore a quella effettivamente dovuta e non anche con riferimento alle ipotesi di operazioni non imponibili”.

Ora, con la Risoluzione 3 agosto 2021, n. 51/E, l’Agenzia delle Entrate ha ulteriormente chiarito che nella disposizione in esame si distinguono due tipologie di condotte illecite, in relazione a ciascuna delle quali sono previste due diverse sanzioni:

  • una sanzione fissa, compresa tra 250 e 10.000 euro, per il cessionario/committente in caso di applicazione dell’Iva in misura superiore a quella effettiva, erroneamente assolta dal cedente/prestatore, fermo restando il diritto del medesimo cessionario/committente alla detrazione;
  • una sanzione pari al 90% dell’ammontare della detrazione illegittimamente compiuta dal cessionario/committente negli altri casi in cui l’imposta è stata assolta, dovuta o addebitatagli in via di rivalsa. Ne deriva che nel caso in cui il cessionario/committente abbia pagato al cedente/prestatore (e abbia detratto) l’Iva addebitatagli per errore in fattura, pur trattandosi di operazioni esenti o non imponibili, dev’essere applicata la sanzione proporzionale di cui al precedente punto 2), previo recupero dell’Iva indebitamente detratta.

Risoluzione_51_03.08.2021 (1)

logo