Cartelle e avvisi di accertamento: stop fino al 31 gennaio

Nella tarda serata di ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge che dispone l’ulteriore differimento, dal 31 dicembre 2020 al 31 gennaio 2021, dei termini previsti per la notifica degli atti di accertamento, delle cartelle esattoriali, degli atti di contestazione, di irrogazione delle sanzioni, di recupero dei crediti di imposta, di liquidazione e di rettifica e liquidazione, nonché degli altri atti tributari elencati dall’art. 157 del decreto “Rilancio” (D.L. 19 maggio 2020, n. 34, convertito con modifiche dalla Legge 17 luglio 2020, n. 77). Pertanto, sono ricompresi nell’ambito applicativo della misura anche:

  1. le comunicazioni di cui agli articoli 36-bis e 36-ter del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 (controlli formali e automatizzati);
  2. le comunicazioni di cui all’art. 54-bis del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633;
  3. gli inviti all’adempimento di cui all’art. 21-bis del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modifiche dalla Legge 30 luglio 2010, n. 122;
  4. gli atti di accertamento dell’addizionale erariale della tassa automobilistica, di cui all’art. 23, comma 21, del D.L. 6 luglio 2011 n. 98;
  5. gli atti di accertamento delle tasse automobilistiche, limitatamente alle regioni Friuli Venezia Giulia e Sardegna;
  6. gli atti di accertamento per omesso o tardivo versamento della tassa sulle concessioni governative per l’utilizzo di telefoni cellulari di cui all’art. 21, Tariffa allegata al D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 641

Il provvedimento prevede inoltre:

  • il differimento dal 31 dicembre 2020 al 31 gennaio 2021 del termine finale di scadenza dei versamenti derivanti da cartelle di pagamento ed avvisi esecutivi, relativi alle entrate tributarie e non, sospesi dall’art. 68, comma 1 , del decreto “Cura Italia” (D.L. 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modifiche dalla Legge 24 aprile 2020, n. 27). Al riguardo si precisa che – fermo restando la salvezza delle attività compiute e degli effetti prodottisi nel periodo dal 1° gennaio 2021 alla data di entrata in vigore del decreto-legge appena approvato – la sospensione dei versamenti opera senza soluzione di continuità dalla data iniziale della stessa (21 febbraio 2020 per i debitori con residenza/sede operativa/sede legale nei comuni della prima “zona rossa”, 8 marzo 2020 per tutti gli altri) fino alla data del 31 gennaio 2021;
  • il differimento dal 31 dicembre 2020 al 31 gennaio 2021 della scadenza della sospensione degli obblighi di accantonamento derivanti dai pignoramenti presso terzi effettuati dall’agente della riscossione (e da altri soggetti titolati) aventi ad oggetto le somme dovute a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, nonché a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione, o di assegni di quiescenza;
  • il rinvio del termine per i versamenti relativi all’imposta sui servizi digitali per il 2020 dal 16 febbraio al 16 marzo 2021 e il rinvio del termine per la presentazione della relativa dichiarazione dal 31 marzo 2021 al 30 aprile 2021.

È stata inoltre approvata la Relazione da presentare alle Camere ai fini dell’autorizzazione, per l’anno 2021, all’indebitamento per 32 miliardi di euro. Il nuovo scostamento di bilancio sarà utilizzato per finanziare le misure che il Governo si appresta ad adottare per sostenere ulteriormente gli operatori economici, i settori produttivi e i cittadini maggiormente colpiti dagli effetti della pandemia da Covid-19.

Sulla necessità di una proroga, in attesa di un provvedimento di più ampio respiro, era intervenuto anche il Viceministro dell’Economia Antonio Misiani durante il Forum organizzato da Italia Oggi, che ha dichiarato: “È necessaria una proroga-ponte, uno scaglionamento degli invii molto più diluito nel tempo, una rateizzazione più conveniente, un saldo e stralcio, altrimenti si apre un problema sociale”, facendo riferimento alla “montagna di cartelle esattoriali che rischiano d’arrivare nel 2021”.

Il decreto-legge approvato ieri dal Consiglio dei Ministri disporrebbe quindi una mini-proroga in attesa di un pacchetto più ampio di misure, quali una nuova rottamazione o saldo e stralcio, che potrebbero essere contenute nel quinto decreto “Ristori”, al quale sta lavorando in questi giorni il Governo.

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