Commercialisti al lavoro sul “Manifesto della professione”. Ancora nessuna decisione sullo sciopero

Proseguono i lavori sul “Manifesto della professione di commercialista”, che sarà illustrato il 9 maggio, a Roma, durante l’Assemblea dei presidenti e Stati generali dei dottori commercialisti. Ieri si sono nuovamente riuniti il Consiglio nazionale e i sindacati di categoria per definire proposte condivise da inserire nel documento.

Tra le aree di intervento in discussione, la valorizzazione delle attività di consulenza (anche tramite le specializzazioni), l’aggregazione in studi multiprofessionali, la ricerca di nuova redditività e attrattività per i giovani, semplificazioni e tutela della categoria.

L’incontro è stato anche l’occasione per interrogarsi sull’ipotesi dello sciopero. L’intenzione di proclamare un’astensione collettiva della categoria, per il periodo 29 aprile/3 maggio, era stata annunciata da Adc (Associazione dottori commercialisti) e Anc (Associazione nazionale commercialisti) con un Comunicato Stampa dello scorso 22 febbraio, con il quale le associazioni comunicavano di aver avviato le procedure formali previste dal codice di autoregolamentazione.

Dopo un primo confronto, in cui erano emersi il malcontento e la preoccupazione per le prospettive lavorative della categoria – motivati, tra l’altro, dalle difficoltà per l’avvio dell’obbligo di fatturazione elettronica, nonché dall’estensione ai consulenti del lavoro dell’abilitazione a svolgere le procedure di crisi d’impresa – non era stata tuttavia raggiunta una posizione unitaria delle sigle sindacali sull’iniziativa.

Una decisione definitiva in merito potrebbe scaturire dall’assemblea dei presidenti degli Ordini territoriali dei commercialisti, prevista il prossimo 20 marzo a Roma.

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