Detrazioni per i lavori sulla prima casa anche per il fabbricato rurale del coltivatore diretto

La detrazione Irpef prevista (dall’art. 15, comma 1-ter, del Tuir, attuato dal D.M. 30 luglio 1999, n. 311) per la costruzione o ristrutturazione dell’abitazione principale, spetta anche per gli interventi effettuati sui fabbricati rurali da adibire ad abitazione principale del coltivatore diretto: il principio, affermato dal Ministero delle Finanze con la Circolare 12 maggio 2000, n. 95, par. 1.3.2, è stato ora ribadito dall’Agenzia delle Entrate sul proprio profilo Twitter.

Al riguardo si ricorda quanto segue:

  1. sono detraibili – nella misura del 19 per cento – gli interessi passivi e i relativi oneri accessori, riguardanti i mutui ipotecari contratti, a partire dal 1998, per la costruzione (e la ristrutturazione edilizia) dell’abitazione principale;
  2. la detrazione dev’essere calcolata su un importo massimo di 2.582,28 euro;
  3. con la Risoluzione 18 ottobre 2017, n. 129/E l’Agenzia delle Entrate aveva inoltre precisato che il soggetto che con il coniuge aveva contratto un mutuo ipotecario destinato alla ristrutturazione, a seguito della morte del coniuge stesso e della successiva voltura del finanziamento a suo nome, può detrarre l’intera quota di interessi passivi. Pertanto il coniuge superstite cointestatario – insieme alla moglie – del mutuo ipotecario stipulato per la ristrutturazione della propria abitazione, avendo anche provveduto ad accollarsi l’intero mutuo, potrà usufruire della detrazione sul 100 per cento dei relativi interessi passivi sostenuti, sempreché ricorrano tutte le altre condizioni richieste dalla norma;
  4. con la Circolare 1° giugno 1999, n. 122, punto 1.2.1 era stato chiarito che il coniuge superstite può usufruire della detrazione per gli interessi passivi ed oneri accessori relativi al mutuo ipotecario contratto per l’acquisto dell’abitazione principale, di cui è contitolare insieme al coniuge deceduto, a condizione che provveda a regolarizzare l’accollo del mutuo.
logo