Giochi, competenza della Questura a verificare le distanze minime dei punti di raccolta dai luoghi “sensibili”

Ai fini del rilascio della licenza per l’esercizio di sale scommesse e di altri giochi leciti – di cui all’art. 88 del Testo Unico delle leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS) – le Questure sono tenute a verificare, oltre ai requisiti richiesti dalla legislazione di pubblica sicurezza, anche il rispetto delle normative, regionali o comunali, in materia di distanze minime di tali attività commerciali da luoghi considerati “sensibili”.

Si tratta di tutti quei luoghi (primariamente gli istituti scolastici) nei quali si presume la presenza di soggetti appartenenti alle categorie più vulnerabili (primariamente i giovani) rispetto alla tentazione del gioco d’azzardo e all’illusione di poter conseguire attraverso di esso facili guadagni. Lo ha affermato la terza sezione del Consiglio di Stato con la sentenza 27 luglio 2018, n. 4604 .

I giudici amministrativi sottolineano al riguardo che:

  1. ai sensi dell’art. 1, comma 936, della Legge 28 dicembre 2015 n. 208 (legge di Stabilità 2016), anche la localizzazione dei punti di raccolta del gioco è materia che attiene contestualmente alla tutela della salute e dell’ordine pubblico;
  2. il D.Lgs. 25 novembre 2016, n. 222, con riferimento alle autorizzazioni previste dal richiamato art. 88 del TUPLS, prevede il solo rilascio da parte del Questore senza l’obbligo per il soggetto richiedente di munirsi di ulteriori atti di assenso, fatta eccezione per il rispetto delle condizioni antincendio;
  3. numerose Regioni si sono dotate di norme finalizzate a prevenire – proprio attraverso l’imposizione di distanze minime delle sale giochi e scommesse dai luoghi “sensibili” – l’insorgenza di forme patologiche di ludopatia.
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