I requisiti per escludere da Iva i passaggi di beni nella scissione

Ai fini Iva il passaggio di beni in dipendenza di un’operazione di scissione dalla società A ad una società neocostituita, è disciplinato dall’art. 2, comma 3, lettera f), del D.P.R. n. 633/1972: lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la risposta all’istanza di interpello 29 gennaio 2019, n. 13.

Ai sensi della norma citata, non sono considerate cessioni di beni “I passaggi di beni in dipendenza di fusioni, scissioni o trasformazioni di società e di analoghe operazioni poste in essere da altri enti”: deve quindi trattarsi – hanno affermato le Entrate – di beni trasferiti non semplicemente “in occasione” di una data operazione di ristrutturazione aziendale, ma in modo funzionale alla medesima operazione.

Inoltre, per effetto dell’art. 19-bis2, comma 7, del richiamato D.P.R. n. 633/1972, la società neocostituita è tenuta ad effettuare la rettifica della detrazione Iva, semprechè ne sussistano i presupposti.

Si ricorda che con la risposta all’istanza di interpello 20 novembre 2018, n. 75, fu escluso il carattere elusivo – ai sensi dell’art. 10-bisdella Legge 27 luglio 2012 – di un’operazione di scissione parziale del ramo immobiliare a favore della società controllante, effettuata al fine di separare l’attività immobiliare da quella caratteristica della società scissa; nella fattispecie sottoposta all’attenzione dell’Amministrazione fiscale, in particolare, si trattava di una scissione effettuata attraverso lo scorporo, a valori contabili, di asset immobiliari della società scissa a favore del socio unico.

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