ISA, il Mef esclude qualsiasi ipotesi di disapplicazione

In risposta ad un question time presentato presso la Commissione Finanze della Camera (n. 5-02753 e 5-02754 ), il Ministero dell’Economia ha nuovamente escluso che gli ISA possano essere disapplicati con riferimento al periodo d’imposta 2018.

Nel documento, in particolare, si sottolinea che “le numerose revisioni cui è stato sottoposto il software per il calcolo degli ISA hanno riguardato soltanto un numero ridotto di indici e comunque, non hanno avuto impatto alcuno sui calcoli”. Inoltre, le modifiche apportate dal D.M. 9 agosto 2019 si sono limitate “ad esplicitare aspetti afferenti le variabili precalcolate, già precedentemente definiti nel D.M. 27 febbraio 2019 ”.

Relativamente alle anomalie riscontrate in sede di elaborazione dei dati storici e attuali dei contribuenti, il Mef richiama quanto precisato dall’Agenzia delle Entrate con la Circolare 9 settembre 2019, n. 20/E, mentre in merito alla “asserita maggiore complessità degli ISA rispetto agli studi di settore”, viene sottolineato che l’adempimento dichiarativo in tema di ISA “è molto semplificato rispetto a quello in passato previsto per gli studi di settore”; a ciò si aggiunga – rileva il Mef – che per gli ISA è stato eliminato l’obbligo di compilare il modello di rilevazione dati per 8.500 contribuenti che dichiarano ricavi/compensi tra 5 e 7,5 milioni di euro, 210mila contribuenti che si trovano in un periodo di non normale svolgimento dell’attività e 19mila contribuenti per i quali l’attività costituisce una mera prosecuzione di attività in precedenza svolte da altri soggetti.

Nella risposta si puntualizza inoltre l’esclusione di automatismi nell’accertamento, sottolineando che, come chiarito nella Circolare n. 20/E/2019 , l’attribuzione di un determinato punteggio “non comporta, di per sé (ossia sulla base degli elementi di rischio “insiti” nella valutazione di affidabilità fiscale operata dall’ISA), l’attivazione di attività di controllo”.

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