Pronti i 175 modelli Isa che entreranno nelle dichiarazioni dei redditi 2019

Approvati in via definitiva dall’Agenzia delle Entrate i nuovi Isa (Indici sintetici di affidabilità fiscale): si tratta di 175 modelli destinati ad entrare nelle dichiarazioni dei redditi da presentare quest’anno. Il Provvedimento 30 gennaio 2019, n. 23721 individua inoltre i dati da comunicare per il periodo d’imposta 2019.

Al riguardo si precisa quanto segue:

  1. sono tenuti a compilare tali modelli i contribuenti che nel 2018 hanno esercitato in via prevalente una delle attività soggette agli indici;
  2. gli Isa – che subentrano agli studi di settore e ai parametri – riguardano varie attività economiche relative ai comparti agricoltura, manifattura, commercio, servizi e professioni.

Si ricorda che con il D.M. 28 dicembre 2018 il Ministero dell’Economia e delle Finanze aveva approvato l’introduzione di 106 nuovi indici sintetici di affidabilità fiscale, dopo i primi 69 introdotti a marzo dell’anno scorso.

I nuovi Isa – che si riferiscono ad agricoltura, manifatture, commercio e professioni – si applicheranno già per la dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta 2018.

Con il Provvedimento n. 23723 , pubblicato in pari data, vengono inoltre individuate le attività economiche per le quali è prevista la revisione degli Isa applicabili a partire dall’anno 2019. In particolare, si tratta di 89 Isa da approvare con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze: 31 relativi ad attività economiche del settore del commercio, 25 inerenti a servizi, 18 ad attività professionali e 15 a manifatture.

Ai sensi del D.M. 23 marzo 2018, oltre alle tipologie di soggetti di cui all’art. 9-bis, comma 6, del D.L. 24 aprile 2017, n. 50, convertito con modifiche dalla Legge 21 giugno 2017, n. 86 , gli indici non si applicano nei confronti dei seguenti soggetti:

  1. contribuenti che hanno dichiarato ricavi di cui all’art. 85, comma 1, esclusi quelli di cui alle lettere c), d) ed e), ovvero compensi di cui all’art. 54, comma 1, del Tuir, di ammontare superiore a 5.164.569 euro;
  2. contribuenti che rientrano nel regime forfettario di cui all’art. 1, commi da 54 a 89, della Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015) o nel regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità (di cui all’art. 27, commi 1 e 2, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modifiche dalla Legge 15 luglio 2011, n. 111);
  3. contribuenti che esercitano due o più attività d’impresa, non rientranti nel medesimo indice sintetico di affidabilità fiscale, qualora l’importo dei ricavi dichiarati relativi alle attività non rientranti tra quelle prese in considerazione dall’Isa relativo all’attività prevalente superi il 30 per cento dell’ammontare totale dei ricavi dichiarati;
  4. enti del Terzo Settore non commerciali che optano per il regime forfettario di cui all’art. 80 del D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117;
  5. organizzazioni di volontariato (OdV) ed associazioni di promozione sociale (Aps) che applicano il regime forfetario di cui all’art. 86del richiamato D.Lgs. n. 117/2017 ;
  6. imprese sociali (disciplinate dal D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 112);
  7. società cooperative, società consortili e consorzi che operano esclusivamente a favore delle imprese socie o associate e società cooperative costituite da utenti non imprenditori che operano esclusivamente a favore degli utenti stessi.
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