Rientra nella disciplina dell’e-commerce la vendita online seguita dalla consegna fisica della merce

Configura un’ipotesi di commercio elettronico la vendita di beni materiali nel caso in cui la transazione commerciale avvenga in via telematica ma il cliente riceva la consegna fisica della merce a domicilio secondo i canali tradizionali, ossia tramite vettore o spedizioniere: lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la Risposta all’istanza di interpello 3 agosto 2020, n. 238 , in linea con le Risoluzioni 21 luglio 2008, n. 312/E e 15 novembre 2004, n. 133/E.

In altre parole: la stipula e il perfezionamento del contratto di vendita avvengono on-line, come il pagamento del corrispettivo, mentre la consegna del bene avviene “fisicamente”, ossia mediante mezzi ordinari.

Pertanto, ai fini Iva:

  1. le operazioni di commercio elettronico indiretto sono assimilabili alle vendite per corrispondenza e, pertanto, non sono soggette all’obbligo di emissione della fattura (se non richiesta dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell’operazione), ai sensi dell’art. 22 del D.P.R. n. 633/1972, né all’obbligo di certificazione mediante emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale ai sensi dell’art. 2, lettera oo), del D.P.R. 21 dicembre 1996, n. 696;
  2. i corrispettivi delle vendite devono comunque essere annotati nel registro di cui all’art. 24 del D.P.R. n. 633/1972 (Risoluzione 5 novembre 2009, n. 274/E e Risposta all’istanza di interpello 19 giugno 2019, n. 198), fermo restando l’obbligo di istituire anche il registro di cui al precedente art. 23 per le fatture eventualmente emesse;
  3. essendo assimilate alle vendite per corrispondenza, le operazioni di commercio elettronico indiretto sono esonerate da qualunque obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi e anche dalla certificazione dei corrispettivi, salvo l’obbligo di emissione della fattura se richiesta dal cliente.
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