Decreto “Rilancio” da lunedì all’esame dell’Aula della Camera

È atteso per lunedì 6 luglio l’avvio dell’esame da parte dell’Aula di Montecitorio del disegno di legge C. 2500, di conversione del decreto “Rilancio” (D.L. 19 maggio 2020, n. 34). Il provvedimento passerà poi all’esame del Senato.

Tra gli emendamenti approvati in Commissione Bilancio, si segnalano:

  1. l’ulteriore rinvio del termine per la nomina degli organi di controllo o del revisore nelle Srl e nelle società cooperative costituite dopo il 16 marzo 2019; in particolare, si prevede lo spostamento della scadenza all’approvazione dei bilanci relativi all’esercizio 2021;
  2. la possibilità per gli enti locali di riconoscere l’esenzione dai tributi locali per le manifestazioni culturali autorizzate su suolo pubblico: a tal fine è sufficiente la delibera dell’organo esecutivo;
  3. l’introduzione della regola secondo cui non concorrono alla formazione del reddito le prestazioni di sostegno al reddito e di supporto all’attività professionale autonomamente riconosciute ai propri iscritti dagli enti di previdenza di diritto privato di cui al D.Lgs. 30 giugno 1994, n. 509 e al D.Lgs. 10 febbraio 1996, n. 103.

Si ricorda che l’art. 84 del richiamato D.L. 34/2020 prevede tra l’altro:

  1. l’estensione al mese di aprile 2020 dell’indennità di 600 euro prevista dagli artt. 27 , 28 e 29 del decreto “Cura Italia” (D.L. 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modifiche dalla Legge 24 aprile 2020, n. 27). È riconosciuta per il mese di maggio 2020 una indennità di 1.000 euro a favore dei liberi professionisti:
    – titolari di partita Iva attiva alla data di entrata in vigore del provvedimento;
    – iscritti alla gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della Legge 8 agosto 1995, n. 335;
    – non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie;
    – che abbiano subito una comprovata riduzione di almeno il 33 per cento del reddito del secondo bimestre 2020, rispetto al reddito del secondo bimestre 2019. A tal fine rileva, secondo il principio di cassa, la differenza tra i ricavi e i compensi percepiti e le spese effettivamente sostenute nel periodo interessato e nell’esercizio dell’attività, comprese le eventuali quote di ammortamento;
  2. un’indennità per il mese di maggio 2020 di 1.000 euro a favore dei lavoratori titolari di rapporti di co.co.co., iscritti alla Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della legge n. 335/1995, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano cessato il rapporto di lavoro alla data di entrata in vigore del decreto in esame;
  3. un’indennità mensile di 600 euro per i mesi di aprile e maggio, a favore dei lavoratori dipendenti e autonomi che, per effetto dell’emergenza, hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro.

Per quanto riguarda in particolare i lavoratori autonomi, la misura interessa i soggetti privi di partita Iva, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 23 febbraio 2020 siano stati titolari di contratti autonomi occasionali di cui all’art. 2222 c.c. e che non abbiano un contratto in essere alla data del 23 febbraio 2020.

Gli stessi, per tali contratti, devono essere già iscritti alla data del 23 febbraio 2020 alla gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della Legge n. 335/1995, con accredito nello stesso arco temporale di almeno un contributo mensile.

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