Decreto “Rilancio”, tra gli emendamenti anche un bonus per i caregiver

Potrebbe essere depositato nelle prossime ore in Commissione Bilancio della Camera il pacchetto di emendamenti al decreto “Rilancio” (D.L. 19 maggio 2020, n. 34) preparato dai relatori del disegno di legge di conversione. Tra le misure proposte si segnala l’introduzione di un’indennità di 600 euro per i mesi di aprile e maggio a favore dei caregiver, ovvero coloro che assistono una persona inferma o con disabilità.

Il bonus, secondo quanto si legge nell’emendamento all’art. 84 del decreto, potrà essere erogato indipendentemente dalle condizioni reddituali del soggetto. Nel testo si legge in particolare che “in considerazione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, nelle more della definizione di una più organica disciplina ed al fine di sostenere e riconoscere il ruolo ed il lavoro di cura e di assistenza familiare reso dall’interessato”, sarà riconosciuto ai soggetti di cui all’art. 1, comma 255  della legge 205/2017 (caregiver familiare) un bonus di 600 euro per i mesi di aprile e maggio “erogato in una unica soluzione, a un solo componente del nucleo familiare, purché convivente alla data del 23 febbraio 2020 con la persona assistita in condizioni di disabilità con connotazione di gravità, con disturbi dell’età evolutiva o in condizione di non autosufficienza non determinata dal naturale invecchiamento o da patologie connesse alla senilità”.

Si ricorda inoltre che l’art. 84 del citato decreto riconosce per il mese di maggio 2020 una indennità di 1.000 euro a favore dei liberi professionisti:

  1. titolari di partita Iva attiva alla data di entrata in vigore del provvedimento;
  2. iscritti alla gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335;
  3. non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie;
  4. che abbiano subito una comprovata riduzione di almeno il 33 per cento del reddito del secondo bimestre 2020, rispetto al reddito del secondo bimestre 2019.

A tal fine rileva, secondo il principio di cassa, la differenza tra i ricavi e i compensi percepiti e le spese effettivamente sostenute nel periodo interessato e nell’esercizio dell’attività, comprese le eventuali quote di ammortamento. Al fine di poter accedere alla misura, il professionista è tenuto a presentare all’Inps la domanda, nella quale autocertifica il possesso dei requisiti richiesti; l’Inps, a sua volta, comunica all’Agenzia delle Entrate i dati identificativi dei soggetti che hanno presentato l’autocertificazione, mentre l’Amministrazione fiscale comunica all’Inps l’esito dei riscontri effettuati sulla verifica dei requisiti sul reddito. Si prevedono inoltre:

  1. l’estensione al mese di aprile 2020 dell’indennità di 600 euro prevista dagli articoli 2728 e 29 del decreto “Cura Italia” (D.L. 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modifiche dalla Legge 24 aprile 2020, n. 27);
  2. l’introduzione di un’indennità mensile di 600 euro per i mesi di aprile e maggio, a favore dei lavoratori dipendenti e autonomi che per effetto dell’emergenza hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro.

Per quanto riguarda in particolare i lavoratori autonomi, la misura interessa i soggetti privi di partita Iva, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 23 febbraio 2020 siano stati titolari di contratti autonomi occasionali di cui all’art. 2222 c.c. e che non abbiano un contratto in essere alla data del 23 febbraio 2020. Gli stessi, per tali contratti, devono essere già iscritti alla data del 23 febbraio 2020 alla gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della legge n. 335/1995, con accredito nello stesso arco temporale di almeno un contributo mensile.

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