Doppio invio delle dichiarazioni dei redditi: i consulenti del lavoro bocciano la proposta
Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro esprime forti perplessità sull’ipotesi di suddividere la dichiarazione dei redditi in due distinti adempimenti. Si tratta della proposta, recentemente riportata dalla stampa prevederebbe un primo invio entro luglio, limitato alla determinazione delle imposte, e una seconda trasmissione entro novembre, destinata ai quadri informativi, agli Isa e agli ulteriori prospetti.
L’obiettivo dichiarato di alleggerire il calendario fiscale, indicano i professionisti in una lettera sottoposta all’attenzione del viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo e del direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone è condivisibile, ma rischia di essere vanificato dalla duplicazione degli adempimenti. Il presidente Rosario De Luca sottolinea, infatti, che la dichiarazione dei redditi costituisce un procedimento unitario e che separare i dati liquidativi da quelli informativi potrebbe generare nuovi costi, tempi più lunghi e maggiore complessità gestionale.
La distinzione, peraltro, non sarebbe sempre praticabile. L’elaborazione degli indicatori sintetici di affidabilità fiscale può comportare l’indicazione di ulteriori componenti positivi di reddito, con conseguenze dirette sulla determinazione delle imposte. Il successivo completamento dei quadri Isa potrebbe quindi imporre la rettifica della dichiarazione già trasmessa, nonché ulteriori verifiche e versamenti.
Anche il presunto alleggerimento del lavoro estivo appare incerto. Per calcolare saldo e primo acconto è comunque necessario determinare le imposte; il primo invio aggiungerebbe dunque un obbligo senza eliminare le attività preparatorie. In autunno, inoltre, studi professionali e contribuenti potrebbero essere costretti a riaprire pratiche già definite.
La duplicazione coinvolgerebbe infine la stessa Agenzia delle Entrate, chiamata a controllare la tempestività e la correttezza di due trasmissioni anziché di una. La proposta merita quindi una valutazione complessiva: la semplificazione non dovrebbe tradursi nella mera moltiplicazione degli adempimenti.

