È il destinatario delle merci l’unico soggetto legittimato a recuperare l’Iva assolta al momento dell’importazione

L’unico soggetto legittimato a recuperare l’Iva assolta al momento dell’importazione è il destinatario delle merci impiegate nell’esercizio della propria attività che, previa registrazione della bolletta doganale nel registro degli acquisti di cui all’art. 25 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, può detrarre l’imposta assolta: lo ha affermato l’Agenzia delle Entrate con la Risposta all’istanza di interpello 13 gennaio 2020, n. 4.

Sulla base di tali considerazioni è stato affrontato il caso della società di diritto svizzero che – nello svolgimento della propria attività di commercio all’ingrosso di materiale ferroso – acquistava i beni commercializzati presso imprese estere e li esportava in Italia, avvalendosi di un rappresentante fiscale italiano. La società svizzera, in particolare, vendeva direttamente la merce al cliente finale o ad una società italiana (come risulta dalla bolletta doganale), avvalendosi di uno spedizioniere ai fini dello sdoganamento e dell’assolvimento dell’Iva all’atto dell’importazione e sempre di un trasportatore per la consegna. Dai documenti allegati risulta che i “diritti doganali” (nel caso di specie la sola Iva) venivano successivamente addebitati alla società svizzera.

Nella fattispecie prospettata, l’Agenzia ha chiarito che ai fini Iva il debitore dell’imposta è l’acquirente italiano, da cui lo spedizioniere avrebbe dovuto recuperare l’Iva assolta in dogana, posto che la vendita ha luogo direttamente tra il soggetto svizzero e la società italiana e non più per il tramite del rappresentante fiscale che, quale primo acquirente, correttamente assolveva l’Iva in dogana e ne chiedeva e otteneva il rimborso.

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