Enti locali, i limiti di ammissibilità dei contratti derivati

La Legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di Stabilità 2014) ha escluso la possibilità per le amministrazioni locali di concludere contratti derivati. Ora, in merito alla disciplina vigente fino al 2013 le Sezioni Unite civili hanno affermato che tale possibilità poteva essere riconosciuta soltanto con riferimento ai derivati di copertura e non per i derivati speculativi (tale distinzione si fonda sul diverso grado di rischiosità del prodotto).

Inoltre, tale stipula poteva avvenire solo in presenza di una precisa misurabilità/determinazione dell’oggetto contrattuale, comprensiva sia del criterio del mark to market, sia degli scenari probabilistici, sia dei cosiddetti “costi occulti”, allo scopo di ridurre al minimo e di rendere consapevole l’ente di ogni aspetto di aleatorietà del rapporto. Detto elemento – hanno sottolineato i giudici di legittimità – costituisce “una rilevante disarmonia nell’ambito delle regole relative alla contabilità pubblica, introduttiva di variabili non compatibili con la certezza degli impegni di spesa riportati in bilancio” (sentenza 8 ottobre 2019, n. 8770, depositata lo scorso 12 maggio).

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